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pubblicato il 23/dic/2013 15:22

Riforme: Letta, appello a Berlusconi. Legge elettorale? Prima di Europee

Riforme: Letta, appello a Berlusconi. Legge elettorale? Prima di Europee

+++Il premier: per abolire Province non basta legge ordinaria, va eliminato termine da Costituzione+++. di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 23 dic - Riforme istituzionali e nuova legge elettorale? Il presidente del Consiglio Enrico Letta e' convinto che possono essere fatte nel prossimo anno.

Convinto al punto da dichiararsi ''ottimista'' che il 2014 sara' ''l'anno buono''. Letta, che ne ha parlato durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, ha sottolineato alcuni punti di indubbio significato politico. Anzitutto ha detto che ''ha fatto bene Renzi e credo faccia bene il Pd a parlare con Forza Italia sulla legge elettorale, cosi' come sulle riforme istituzionali''. Letta ha aggiunto di voler dire in proposito ''con assoluta franchezza e con grande chiarezza'' di pensare che per la politica italiana e per il raggiungimento degli obiettivi ''mi auguro e mi sento di fare un appello a Berlusconi e a Forza Italia che non si facciano prendere la mano e scelgano la strada della deriva nichilista e populista: saebbe un errore per il Paese ma anche per una persoma, Berlusconi, che e' stato piu' volte presidente del Consiglio''. ''Io mi auguro e sono qui a dirlo -ha detto ancora Letta- che le riforme istituzionali e la legge elettorale, naturalmente a partire dalla maggioranza di governo, devono essere fatte con un'apertura vera fuori della maggioranza, verso tutti i gruppi politici e i soggetti parlamentari, un'apertura che io ho detto esplicitamente in Parlamento.

L'ho detto a Sel e a Berlusconi e Fi ribadisco che devono stare dentro la riforma istituzionale. Faremo di tutto perche' siano dentro. E su questo io e Renzi la pensiamo allo stesso modo''. E per quanto riguarda i tempi Letta ha parlato di ''prima possibile'', comunque ''prima delle elezioni europee'': questo per quanto riguarda la legge elettorale, ma anche per i ''primi passi per la riforma costituzionale''. Letta, rispondendo a diverse domande su questo tema, ha affermato di essere convinto che il 2014 ''sara' l'anno in cui l'Italia riuscira' a risolvere il problema del bicameralismo perfetto'' e quindi a darsi una struttura politico-legislativa moderna, con tempi decisamente piu' rapidi che avranno un positivo ricasco in termini oltre che pratici, interni, anche di credibilita' internazionale. Tra i problemi di riforma del Paese, Letta ha indicato quello della burocrazia, che si e' trasformata in un freno alle iniziative di sviluppo. Riforme che possono sembrare minori, ha fatto osservare, ma che hanno bisogno di ''grandi riforme'' di tipo istituzionale. E il presidente del Consiglio ha citato l'esempio attuale delle Province per la cui abolizione non e' sufficiente una legge di riordino ma anche una modifica costituzionale per togliere il nome 'province' dalla Carta costituzionale. Altro tema di rilievo indicato e' stato quello della giustizia, con un avvertimento: ''Non credo alla necessita' dii una riforma con la R maiuscola, ad una mega riforma, perche' in questi casi si parla a lungo e poi non si risolvono i problemi concreti''. Altro punto richiamato e per la sua brevita' apparso come una cosa ormai acquisita nella convinzione generale e' la diminuzione del numero dei parlamentari, anche perche' collegata alla riforma del bicameralismo. La riforma istituzionale, nel suo complesso, per Letta dovrebbe concludersi in ogni modo con un referendum confermativo che coinvolga tutti i cittadini. ''Credo opportuno -ha detto- che il referendum si debba farlo ugualmente anche se ci sono i due terzi (previsti dalla Costituzione per evitare il referendum, n.d.r.), anzi farei addirittura in modo che alla quarta votazione non ci siano i due terzi -i due terzi meno uno- per potere andare al referendum''. Ma in tutto questo il governo e lui personalmente che ruolo giochera'? Letta in proposito ha assunto una linea definibile di neutralita' attiva, nel senso che e' sua intenzione rispettare le competenze politiche e parlamentari, ma ha anche parlato di ''assunzione di responsabilita''' da svolgere come ha gia' fatto ''con determinazione'' in altre occasioni nel caso ''ci fosse bisogno per il bene del Paese''. Letta rispondendo ad una domanda su una rivalita' di Renzi nei suoi confronti al punto che il segretario Pd punti ad elezioni anticipate a maggio, ha affermato: ''Assolutamente non condivido questo sospetto''. Ma e' andato oltre quando alla domanda su cosa fara' quando si andra' al voto visto che lo statuto del Pd prevede come candidato premier il segretario del partito, cioe' proprio Renzi, Letta ha risposto che ''la svolta generazionale'' che si e' verificata in questo anno permettera' di dimostrare che questa nuova generazione politica ''e' capace di fare squadra''. min/vlm

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