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pubblicato il 28/lug/2014 14:06

Riforme: la lettera di Renzi ai senatori della maggioranza

(ASCA) - Roma, 28 lug 2014 - Ecco la lettera che il premier Matteo Renzi ha scritto e inviato ai senatori della maggioranza sul tema delle riforme.

''Gentile Senatrice, caro Senatore, all'inizio di questa settimana cosi' impegnativa avverto il bisogno di scrivere a voi che con il vostro sostegno garantite la fiducia e la maggioranza al Governo. Stiamo realizzando un'impresa. Una legislatura nata con le difficolta' che ricordiamo puo' segnare una svolta nella storia repubblicana. La modifica costituzionale di cui state discutendo supera il bicameralismo perfetto, semplifica il processo legislativo, riequilibra il rapporto Stato Regioni, abolisce il Cnel, disegna uno Stato piu' efficace e semplice.

Una rivoluzione del buon senso in linea con le principali esperienze costituzionali europee. Si puo' essere d'accordo o meno con questa riforma: definirla svolta autoritaria pero' significa litigare con la realta'. Un provvedimento del genere potrebbe da solo dare il senso di un'intera esperienza politica. Ma per noi deve essere solo l'inizio. Subito dopo partiremo con la seconda lettura della legge elettorale su cui abbiamo convenuto circa i punti fondamentali: chiarezza del vincitore, premio di maggioranza proporzionato, principio dell'alternanza. La discussione del Senato consentira' di affrontare i nodi ancora aperti: preferenze, soglie, genere. E, da settembre, si riparte con il programma dei mille giorni: la questione giustizia, la riforma del terzo settore, la delega fiscale, la riforma del mercato del lavoro, il piano infrastrutture, la semplificazione della pubblica amministrazione. Solo le riforme strutturali ci consentiranno di essere credibili per usare la flessibilita' necessaria a far ripartire l'occupazione e la crescita. Abbiamo mille giorni per riportare l'Italia a fare l'Italia. Dopo ognuno fara' le proprie scelte in liberta' e rispetto. Ma i giorni che abbiamo davanti non possono essere buttati via. Non ce lo possiamo permettere noi, non se lo possono permettere gli italiani. Stiamo vivendo un momento molto delicato soprattutto sotto il profilo internazionale: l'Ucraina, la Siria e l'Iraq, il Medio Oriente e la Terra Santa per tacere della Libia che per noi italiani e' il problema piu' prossimo. In questa cornice sta sulle nostre spalle la responsabilita' di fare dell'Italia e dell'Europa i luoghi di un dialogo possibile che affermi le ragioni della pace e della speranza. La riforma costituzionale per la quale vi accingete a passare giorni - e temo notti - in Aula e' dunque non solo la riscrittura condivisa anche con parte delle opposizioni della Legge Fondamentale ma e' anche l'inizio di un affascinante e difficile tentativo di restituire concretezza alla parola speranza. Di restituire dignita' alla parola politica. Di restituire onore alla parola Parlamento. Perche' il percorso possa iniziare con l'approvazione della riforma costituzionale occorre allora la vostra fatica di questi giorni e per questo vorrei ringraziarVi. So che e' il vostro dovere e che anzi molti di voi sono felici di uscire dallo stallo dei primi mesi di legislatura con un progetto ambizioso. Ma so anche che in queste ore vedere il Senato costretto a perdere tempo senza poter discutere in modo civile ma attraverso emendamenti burla e' triste. E' umiliante, immagino, trascorrere il vostro tempo, prezioso come il tempo di tutti i rappresentanti dello stato, a discutere di argomenti assurdi, come cambiare il nome della Camera dei Deputati in Gilda dei Deputati. Verra' il giorno in cui finalmente anche certi presunti difensori della dignita' delle Istituzioni si renderanno quanto male fa al prestigio del Senato e del Parlamento mostrarsi ai cittadini come si stanno mostrando oggi. Conoscendo molti di Voi personalmente, allora, ho pensato giusto scrivervi, in modo informale e forse poco ufficiale, per dirvi dal profondo del cuore la mia gratitudine e augurarvi in amicizia in bocca al lupo. C'e' chi vuole bloccare tutto. E c'e' chi vuole cambiare, iniziando da se stesso. Dalla vostra capacita' di tenuta dipende molto del futuro dell'Italia. Siamo chiamati a una grande responsabilita': sono certo che saremo in grado di non sprecarla''.

njb

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