martedì 17 gennaio | 08:12
pubblicato il 18/gen/2014 20:27

Riforme: incontro Renzi-Berlusconi, ''c'e' profonda sintonia''

Riforme: incontro Renzi-Berlusconi, ''c'e' profonda sintonia''

(ASCA) - Roma, 18 gen 2014 - ''C'e' una profonda sintonia su tre temi delicati ma capaci di segnare una svolta: riforma del titolo V della Costituzione, trasformazione del Senato in Camera delle autonomie e sulla legge elettorale un modello che favorisca la governabilita' bipolarismo e che elimini il potere di ricatto dei partiti piu' piccoli''. Lo ha affermato il segretario del Pd Matteo Renzi in conferenza stampa dopo l'incontro nel pomeriggio col leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Per quel che riguarda la riforma del titolo V della Costituzione, Renzi ha spiegato che questo avverra' ''con modalita' che saranno presentate nei prossimi giorni e che vanno nell'ottica della semplificazione e del risparmio con l'eliminazione dei rimborsi ai gruppi regionali e delle indennita' dei consiglieri regionali''. Quanto alla trasformazione del Senato in Camera delle autonomie questa avverra' in modo tale che ''non ci saranno piu' le indennita' per i senatori ne' la loro elezione diretta'', ha chiarito. Dal canto suo, Berlusconi ha promesso che Forza Italia appoggera' tali riforme in Parlamento: ''Durante il nostro colloquio - afferma il Cavaliere -, pur ribadendo le critiche di Forza Italia all'azione dell'esecutivo, e auspicando di poter al piu' presto ridare la parola ai cittadini, ho garantito al Segretario Renzi che Forza Italia appoggera' in Parlamento le riforme volte a semplificare l'assetto istituzionale del Paese, e, in particolare, quelle relative alla trasformazione del Senato e alla modifica del Titolo Quinto della Costituzione. Due riforme indispensabili, urgenti e necessarie per ridare efficienza al nostro sistema istituzionale, per ridurre drasticamente i costi della politica e modernizzare il Paese. Si tratta di riforme che il centro-destra da me guidato ha sempre ricercato - ha ricordato Berlusconi - e che la nostra maggioranza aveva approvato in Parlamento gia' nel 2006, ma che fu la sinistra a vanificare, attraverso un referendum, interrompendo cosi' il percorso di rinnovamento avviato. Siamo quindi lieti, oggi, di prendere atto del cambiamento di rotta del Partito Democratico''. Per quanto riguarda in particolare la legge elettorale, ''oggi - secondo Renzi - e' stato fatto un passo avanti significativo'' e c'e' condivisione di idee anche nella volonta' ''di aprire alle altre forze politiche per scrivere il testo della legge''. ''Abbiamo condiviso un'apertura alle altre forze politiche - ha spiegato il segretario del Pd - per scrivere il testo della legge che, se nelle prossime ore saranno definiti i dettagli, presenteremo alla direzione del partito che lunedi' alle 16 lo votera'''. ''Nell'incontro di oggi ho espresso la soddisfazione di Forza Italia per il metodo scelto dal Partito Democratico per avviare un rapido e costruttivo confronto sulle riforme istituzionali - ha affermato il Cavaliere -. L'accordo con Renzi - ha rivelato Berlusconi - prevede una nuova legge elettorale che porti al consolidamento dei grandi partiti in un'ottica di semplificazione dello scenario politico. Insieme, abbiamo auspicato che tutte le forze politiche possano dare il loro fattivo contributo in Parlamento alla rapida approvazione della legge, che speriamo possa essere largamente condivisa''. Sull'incontro di oggi e' poi arrivato il pensiero del presidente del Consiglio Enrico Letta. Secondo quanto e' trapelato da Palazzo Chigi, Letta ritiene che ''l'incontro di oggi pare andare nella buona direzione. Siamo infatti da sempre convinti della necessita' di una riforma costituzionale e della legge elettorale che tenga insieme le forze della maggioranza e i principali partiti dell'opposizione. Utile che in questi giorni si stiano accelerando, a partire dall'iniziativa del segretario del Pd, i tempi di un processo riformatore assolutamente necessario. E crediamo fondamentale che gia' prima delle elezioni europee si arrivi ad avere la nuova legge elettorale e le prime due letture della riforma costituzionale sul titolo V e sulla fine del bicameralismo paritario''. int/

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