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pubblicato il 28/nov/2013 16:49

Riforme: illustrata a Napolitano la soluzione 'B' con iniziativa governo

Riforme: illustrata a Napolitano la soluzione 'B' con iniziativa governo

+++I ministri Franceschini e Quagliariello ricevuti dal presidente della Repubblica per esaminare anche le proposte di modifica della legge elettorale+++.

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 28 nov - Il discorso riforme costituzionali e legge elettorale non e' ancora chiuso, nonostante il passaggio all'opposizione di Forza Italia. Un'opposizione politica ma anche sulle riforme, come ieri avevano annunciato Brunetta e Romani, capigruppo FI alla Camera e al Senato. Il capitolo nuovo e' in un breve comunicato del Quirinale, che fa sapere che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello, e il ministro per i Rapporti col Parlamento, Dario Franceschini, con i quali ''ha esaminato le prospettive e l'iter delle riforme costituzionali e delle proposte di modifica della legge elettorale''.

Anche se nulla altro ha aggiunto il comunicato del Quirinale, quanto e' avvenuto ieri e' universalmente noto, quindi le informazioni che il Capo dello Stato puo' avere richiesto sono solo sulla possibilita' di proseguire o meno sulla strada che era stata tracciata per il Comitato per le riforme costituzionali e la legge elettorale. L'interrogativo principale riguarda l'atteggiamento dei deputati di FI, senza i quali verrebbe a mancare il quorum per i due terzi all'ultima votazione (la quarta della doppia lettura di Camera e Senato) che metterebbero il ddl al riparo da ritardi mortali con la richiesta di referendum confermativo. Nella tarda mattinata, il ministro Quagliariello, a margine di una conferenza stampa del Nuovo centrodestra, rispondendo ad una domanda su cosa fara' ora il Parlamento, considerando che si avvicina sempre piu' la pronuncia della Consulta, ha risposto con poche ma rivelatrici parole: ''Se non si muove il Parlamento, a quel punto si muovera' il governo''. Lo stesso ministro, pur non nominando Fi, ha pero' dato l'impressione di rivolgersi da quella parte, dicendo: ''Credo che il tema delle riforme dovrebbe essere tenuto fuori da un atteggiamento negativo. In caso contrario quella che e' una legittima opposizione al governo, diventerebbe quasi un'opposizione di sistema''. Ma se il quadro politico sara' cambiato anche su questo terreno? ''A questo punto -ha affermato Quagliariello- si dovranno trovare altre strade per arrivare a delle riforme.

Ho gia' qualche idea anche per non partire da zero, pero' mi sembra, per correttezza anche istituzionale, esplicare queste idee soltanto dopo che ci sia una verifica che Fi si tira fuori anche dal tema delle riforme. Al momento non mi pare che ci sia questa prospettiva''. Intanto, nella commissione Affari costituzionali del Senato, dove sono all'esame le proposte di riforma della legge elettorale, Nuovo centrodestra ha chiesto che le votazioni di oggi sui due relativi ordini del giorno vengano rinviate alla sera di lunedi' prossimo. Proposta che e' stata accettata dall'Ufficio di presidenza della commissione, presieduta da Anna Finocchiaro. Alla luce di questi fatti e delle dichiarazioni, e' quindi possibile ricostruire l'agenda dell'incontro dei ministri Quagliariello e Franceschini con il presidente Napolitano. Al Capo dello Stato, che ha chiesto informazioni, i ministri dovrebbero avere risposto che anzitutto verra' fatta una verifica della disponibilita' o meno di Forza Italia. Nel caso poi di un atteggiamento contrario, la via proposta dovrebbe essere la subordinata di una piccola riforma rispetto a quella grande che nel Comitato avrebbe affrontato bicameralismo, forma di governo, presidenza della Repubblica e rapporti dello Stato con le realta' territoriali (Regioni, Province, Comuni). Di tutto questo, nel caso della soluzione 'B', resterebbe in piedi la fine del bicameralismo perfetto con la nascita di una Camera rappresentativa degli enti territoriali (il Senato), con la Camera titolare del rapporto politico fiduciario col governo, oltre ad una diminuzione del numero dei parlamentari. E in ultimo, ma certo non meno importante, la riforma della legge elettorale. Non e' certo privo di significato che il ministro Quagliariello abbia gia' annunciato giorni fa alla Commissione affari costituzionali del Senato un ddl del governo. min/vlm

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