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pubblicato il 04/mar/2014 12:16

Riforme: Grasso, revisione bicameralismo non sia calcolatrice alla mano

Riforme: Grasso, revisione bicameralismo non sia calcolatrice alla mano

(ASCA) - Roma, 4 mar 2014 - In tema di riforme la revisione del bicameralismo ''e' oggi volonta' condivisa'', ma ''non si puo' pero' ripensare il bicameralismo solo con la calcolatrice alla mano. Al Paese servono istituzioni efficienti: queste, poi, devono anche contenere i costi di funzionamento''. E' quanto sottolinea il presidente del Senato, Pietro Grasso nel suo intervento introduttivo al convegno ''La grande riforma, un atto mancato'' a Palazzo Giustiniani, dedicato al messaggio del giugno 1991 dell'allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga alle Camere in tema di riforme.

''La societa' di oggi e' piu' complessa rispetto a quella della meta' del secolo scorso e solo un sistema bicamerale puo' garantire un efficiente governo della complessita'- e' la premessa di Grasso -. Le esperienze dei maggiori Paesi, europei e non solo, lo testimoniano''. In un momento storico pero' in cui le ''duplicazioni e gli sprechi non possono essere piu' tollerati, ogni istituzione, deve avere una sempre maggiore legittimazione popolare''. ''Tale legittimazione - prosegue la seconda carica dello Stato - deve trasparire innanzitutto dalle funzioni dell'organo assembleare, e in base a queste dalla definizione della sua composizione. Occorre trovare un nuovo equilibrio, ferma restando la necessita' di una significativa riduzione del numero dei parlamentari''.

Ecco dunque che ''se da un lato si intende attribuire alla Camera, in via esclusiva, il rapporto fiduciario con l'esecutivo, dall'altro il Senato, libero dalle implicazioni di tale rapporto, potrebbe esercitare, sempre in via esclusiva, le funzioni del Parlamento inerenti il rapporto con le autonomie territoriali, lo svolgimento della funzione di controllo, comprese le commissioni d'inchiesta, le nomine, i rapporti con il Parlamento europeo - e' la conclusione di Grasso -. Una volta identificati gli ambiti di competenza tra le due Camere, sara' piu' agevole rivedere il procedimento legislativo, sia nei modi sia nei tempi, garantendo le dovute corsie preferenziali ai disegni di legge di iniziativa governativa, ponendo cosi' un limite all'irrefrenabile dilagare della decretazione d'urgenza''.

njb

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