sabato 25 febbraio | 02:22
pubblicato il 06/ago/2014 16:06

Riforme: Finocchiaro (Pd), su platea capo dello Stato scelte corrette

(ASCA) - Roma, 6 ago 2014 - ''Gli emendamenti che contenevano il principio dell'elezione a suffragio universale diretto del Presidente della Repubblica sono stati dichiarati inammissibili. Concordo con questa decisione perche' penso che questo tema sia estraneo alla riforma del Senato ed in ogni caso non e' certo con emendamenti a questa riforma che puo' essere affrontato un tema cosi' rilevante''. Lo afferma in una nota la senatrice del Pd Anna Finocchiario, relatrice del ddl riforme. ''Vorrei pero' motivare anche la mia contrarieta' all'emendamento Gotor - prosegue - , che prevedeva l'allargamento della platea per l'elezione del Presidente della Repubblica ai parlamentari europei. L'attuale testo all'esame dell'Aula (che prevede maggioranza qualificate per l'elezione del presidente della Repubblica fino alla nona votazione) nasce da una sollecitazione che e' venuta dai lavori della commissione Affari costituzionali che cercava appunto di rendere piu' equilibrata l'elezione del Capo dello Stato. L'esigenza dell'allargamento della platea degli elettori del Presidente della Repubblica nasce da una necessita' condivisa di avere una sostanziale soluzione al problema della disparita' di consistenza delle due Camere che in seduta comune vengono chiamate ad eleggere il Presidente della Repubblica''.

Quindi Finocchiaro aggiunge: ''Sono state scartate una serie di soluzioni che pure erano state avanzate in Commissione da altri emendamenti, ma anche in Aula, quali la riduzione del numero dei deputati, che abbiamo gia' votato, o quella dell'aumento del numero dei delegati regionali, che e' stata bocciata da una parte consistente dei colleghi che sono intervenuti in Commissione in ragione del fatto che il Senato e' gia' rappresentativo delle Regioni e, dunque, l'origine del completamento della base elettorale per l'elezione del Presidente della Repubblica (che, come sapete, a Costituzione vigente, prevede un certo numero di rappresentanti per Regione) era gia' assolto dal fatto che - stavolta - all'elezione parteciperebbe un Senato che e' esso stesso rappresentativo delle Regioni''.

''Io non nego che l'esigenza ci sia. Tuttavia, ho il dovere di esprimere le mie perplessita' sul fatto che a comporre il collegio siano i parlamentari europei. Ci troveremmo di fronte alla unilateralita' di una decisione che sarebbe tutta inserita dentro le dinamiche costituzionali interne al nostro Stato Nazione e che creerebbe interferenza rispetto agli accordi tra gli Stati. Infatti, sono accordi tra Stati quelli che hanno definito competenze e funzioni dei parlamentari europei. E l'hanno definite sulla base di una valutazione di equilibrio tra le esigenze dei diversi Stati nazionali che compongono appunto l'Unione. Io mi auguro - conclude la senatrice democratica - che alla Camera si possa svolgere un ulteriore approfondimento su un tema cosi' rilevante e sensibile come quello della platea che elegge il capo dello stato. E bene ha fatto il ministro Boschi ad aprire a questa possibilita'''.

com-sgr

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