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pubblicato il 14/apr/2014 17:09

Riforme: Errani, ok Regioni a Senato non elettivo ma servono modifiche

Riforme: Errani, ok Regioni a Senato non elettivo ma servono modifiche

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 14 apr 2014 - Via libera dalle Regioni al progetto di riforma istituzionale che coinvolge il Senato e il Titolo V della Costituzione. Un via libera pero' non incondizionato, perche' forte e' la richiesta di miglioramento dei progetti di riforma. E' quanto emerge dal convegno ''Le Regioni e le riforme costituzionali'' che si e' svolto oggi a Montecitorio. La posizione e' stata puntualizzata da Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, che e' intervenuto a conclusione del convegno. ''E' urgente e impellente - ha detto Errani - una riforma: non possiamo rispondere in una chiave di difesa rispetto alla situazione attuale che non funziona''. Va bene l'elezione di secondo grado dei nuovi senatori, come prevede il ddl del governo, ma, ha sottolineato Errani, ''bisogna rafforzare competenze e funzioni per un Senato di secondo grado. Abbiamo bisogno di una Camera politica che legiferi e di un Senato che sia rafforzato nei sistemi di controllo, verifica e garanzia. Certo - ha aggiunto - quello di cui non abbiamo bisogno e' di un altro Senato che legifera'', perche' se cosi' fosse si metterebbe in concorrenza con la Camera dei deputati, elettiva da parte dei cittadini e titolare del rapporto politico di fiducia verso il governo. Per Errani, il problema da risolvere e' quello proprio del Titolo V, ovvero delle materie concorrenti: ''Il governo propone di sopprimerle - ha spiegato -, mentre io sostengo che la concorrenza e' in natura, non esiste un sistema federale che ha l'esclusivita', esistono invece luoghi di cooperazione federale''. Terreni di questa cooperazione sono molteplici ed Errani ha fatto l'esempio della Protezione civile, ma anche dell'urbanistica e della tutela ambientale. Riservare queste materie solo all'uno o all'altro per Errani sarebbe un errore oltre che una ''sciocchezza''. ''Definiamo piuttosto in modo moderno i confini - ha sostenuto Errani - e facciamolo con una legge bicamerale in grado di definire in modo flessibile le competenze''. Errani non ha risparmiato critiche anche alle Regioni, facendo osservare che ''c'e' stata una tentazione che ha attraversato profondamente anche noi, quando abbiamo pensato che la riforma del Titolo V ci consentisse di mostrare i muscoli arrivando i presidenti a farsi chiamare governatori, mentre il solo governatore in Italia e' quello della Banca d'Italia''.

''Se pero' i muscoli si gonfiano ma non si riesce a rispondere al momento giusto, tutto questo -ha ammonito Errani- ci torna addosso. Dobbiamo esserne consapevoli, per non commettere gli stessi errori, anche come classe dirigente regionale e nazionale. Questo non e' il momento di metterci sui binari''. Le regioni sentono nel progetto del governo una ''spinta centralista'' ma su certe materie come la gestione del territorio e la sanita' un quadro nazionale e' indispensabile perche' ''i' cittadini devono avere gli stessi diritti ovunque vivano''. ''Calci di reazione sarebbero motivati ma e' difficile raggiungere cosi' i risultati che vogliamo. Questo - ha detto ancora - non e' il momento di metterci sui binari. Sara' il momento se ci diranno dei 'no' sostanziali, se la riforma non avra' gli equilibri che chiediamo''. Ed e' in questo spirito, ha sottolineato Errani, che giunte e consigli regionali hanno intanto inviato i propri emendamenti ''sostanziali'' alla riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione al ddl del governo. min/vlm

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