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pubblicato il 09/lug/2014 15:53

Riforme: elezione diretta da' piu' poteri al Senato? Non e' sempre cosi'

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 9 lug 2014 - L'ultima battaglia parlamentare in tema di riforme riguarda il Senato e in particolare la funzione -o se si vuole, il potere- da attribuirgli. In proposito tra i cosiddetti dissidenti (sia all'interno del Pd sia di Fi) e' radicata la convinzione che un '''peso'' maggiore del Senato, rispetto a quello previsto dal ddl del governo (e da oggi anche dei relatori della riforma Anna Finocchiaro del Pd e Roberto Calderoli della Lega Nord) sia possibile solo se si mantiene l'elezione diretta del Senato da parte dei cittadini. Idea radicata, ma poco fondata perche' poteri importanti non sono necessariamente legati al tipo di elezione dei senatori.

In proposito in Europa, nella Ue, esistono due situazioni tra loro speculari che dimostrano la poca fondatezza dell'assioma dei ''dissidenti'' che della elezione diretta del Senato ne hanno fatta una bandiera di resistenza democratica contro una asserita deriva autoritaria.

In Spagna il Senato e' eletto direttamente dai cittadini ma i suoi poteri sono oggettivamente limitati, molto limitati. Il contrario di quanto avviene invece in Germania dove il Bundesrat, la camera territoriale rappresentativa dei lander, ha poteri decisamente importanti. E il Bundesrat non e' eletto direttamente come invece avviene per il Bundestag, la camera politica che elegge e da' la fiducia al Cancelliere.

A quale dei due sistemi si avvicina di piu' il modello di nuovo Senato proposto dal ddl del governo? Sicuramente il modello di riferimento e' il Bundestag tedesco perche' si propone anzitutto un'elezione di secondo grado, con senatori designati dalla Regioni e scelti con criterio proporzionale dai consigli regionali. Secondo, perche' la funzione caratteristica del nuovo Senato e' quella di rappresentare l'articolazione territoriale e coordinare o risolvere i rapporti (anche quelli conflittuali) con lo Stato centrale.

In piu' e' prevista una funzione legislativa per le materie di interesse regionale, ma anche per le modifiche costituzionali e per leggi elettorali. Dal punto di vista istituzionale il Senato ha ruolo per l'elezione del Presidente della Repubblica. Dato non trascurabile e' la competenza in tema di contenzioso tra le regioni e tra le regioni e lo Stato centrale: cosa che puo' alleggerire notevolmente il lavoro della Corte Costituzionale che si trova spesso ingolfata dai ricorsi in tema di attribuzioni e competenze. Ad aiutare questa semplificazione e' poi la cancellazione delle materie concorrenti tra Stato e Regioni che sono il principale motivo dei contenziosi.

Per quanto riguarda i tempi del passaggio all'Aula del Senato del testo che sara' approvato dalla Commissione Affari Costituzionali, si e' prodotto un nuovo braccio di ferro con i ''dissidenti'' che hanno chiesto una settimana di tempo per permettere una ''riflessione attenta'' da parte di tutti i singoli senatori in vista della discussione generale.

L'intenzione trasparente e' quella di allungare il piu' possibile i tempi per cercare di arrivare a ridosso della sospensione estiva. Alla fine la conferenza dei capigruppo del Senato ha stabilito che il ddl del governo approdera' nell'aula domani pomeriggio alle 16.30. La discussione sul ddl proseguira' lunedi' 14 luglio dalle ore 11 alle 22 senza interruzione, e proseguira' fino a giovedi' 17 luglio. Il termine per la presentazione degli emendamenti e' stato fissto per le 13 di martedi' 15 luglio. Questa sera, quindi, la Commissione Affari costituzionali dovrebbe approvare il testo per il passaggio all'esame dell'Aula.

min/vlm

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