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pubblicato il 02/apr/2014 09:39

Riforme: Delrio, non riapriremo il patto con Fi (Unita')

Riforme: Delrio, non riapriremo il patto con Fi (Unita')

(ASCA) - Roma, 2 apr 2014 - ''Mi pare che Berlusconi abbia confermato che si sente ancora impegnato nell'appoggiare le riforme, non vedo la necessita' di rinnovare continuamente un impegno preso in modo solenne e pubblico. Il dialogo deve continuare e continuera'''. Lo dichiara il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Graziano Delrio, in un'intervista a L'Unita'.

Sulle riforme, spiega, ''ci sono alcune questioni non rinunciabili.

Se si parla di queste il confronto e' difficile da sostenere, se si parla di altro invece il dialogo e' aperto''.

Per Delrio la riforma del Senato non deve diventare ''un luogo di palude o un'occasione per ricatti o veti incrociati''. Sulle riforme, chiarisce, ''abbiamo fatto un patto con la nostra maggioranza e con l'opposizione. E' chiaro che ognuno puo' dare un ulteriore contributo, ma non vorrei che persone che hanno partecipato magari alla stesura di documenti con gli stessi contenuti, si inventassero poi obiezioni che prima non c'erano. E non vorrei che questo si verificasse solo perche' quel testo e' stato presentato dal governo''.

Sulle osservazioni poste dall'ex presidente della Camera Luciano Violante, secondo cui grazie all'Italicum un partito con il 30% dei voti puo' diventare 'il dominus' del governo, dell'elezione del Capo dello Stato e cosi' via, Delrio risponde: ''Sono obiezioni serie e forniscono materia su cui riflettere. Non voglio anticipare nulla, adesso. Il suo contributo e' utile alla discussione''. In particolare ''il ricorso preventivo alla Corte Corte costituzionale da parte di minoranze, l'attenzione a non determinare squilibri di garanzia costituzionale sono temi che vanno affrontati''.

Sulle fibrillazioni nel Pd e l'allarme circa i numeri al Senato lanciato dal presidente Grasso, Delrio conclude: ''Il percorso che sta facendo questo governo e' coerente rispetto agli impegni presi anche da parte del Partito democratico.

Confrontiamoci nel merito ma senza mettere in discussione la direzione di marcia. Questo riporterebbe la credibilita' della politica italiana ai minimi storici alimentando il populismo che non aspetta altro per dimostrare che questa politica e' incapace di autoriformarsi''.

red-njb''.

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