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pubblicato il 20/nov/2013 14:05

Riforme: ddl Quagliariello in Cdm, sollecito fine bicameralismo perfetto

Riforme: ddl Quagliariello in Cdm, sollecito fine bicameralismo perfetto

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 20 nov - La fine del bicameralismo perfetto, con una iniziativa legislativa del ministro Gaetano Quagliariello, che ha annunciato la presentazione di un relativo ddl in Consiglio dei ministri, forse gia' domani, si conferma il punto centrale da cui partire per qualificare il progetto di riforma costituzionale di cui si dovra' presto occupare il Comitato per le riforme. ''Presentero' in Consiglio dei ministri -ha reso noto lo stesso ministro Quagliariello- una legge per la differenziazione del nostro bicameralismo''. Una legge, ha spiegato, ''per fare finire il bicameralismo perfetto, affinche' il Senato possa diventare la Camera delle Regioni, che sarebbe anche la Camera di compensazione fra legislazione regionale e nazionale''. Una riforma, ha detto ancora il ministro, ''tanto mancata dopo la riforma del Titolo V (della Costituzione, n.d.r.) e insieme a questo la riduzione del numero dei parlamentari''. Con quest'ultima annotazione Quagliariello si e' implicitamente riferito al crescente numero di casi di contenzioso tra Regioni e Stato, molti dei quali sono finiti all'esame della Corte Costituzionale, che per questo si e' trovata quasi ingolfata rispetto alla sua normale attivita'.

Secondo quanto si apprende, il progetto di Quagliariello dal punto di vista tecnico punta ad un monocameralismo dal punto di vista del rapporto politico fiduciario tra governo e Parlamento, ovvero un governo che ottiene (o perde) la fiducia solo da parte della Camera dei deputati. E il Senato? Il ddl del ministro prevede un Senato espressione del territorio, piu' propriamente delle Regioni (senza escludere un allargamento alla dimensione comunale) tutto sommato simile al Bundesrat tedesco con competenza sulle materie previste (in Costituzione) e con funzione di camera di compensazione in caso di conflitti di attribuzione.

Secondo indiscrezioni, il ministro, per la composizione del Senato, tra le ipotesi fatte dalla Commissione dei Saggi, sceglierebbe la contestualita' delle elezioni regionali per l'elezione dei senatori, il cui numero sarebbe di fatto dimezzato rispetto ad oggi. Al Senato, dal punto di vista legislativo, sarebbe riconosciuto anche un diritto di richiamo di provvedimenti di legge varati dalla Camera. Un richiamo qualificato da un quorum che escluda iniziative allo sbando o ostruzionistiche.

Alla Camera spetterebbe comunque l'ultima parola. Un ritorno al lavoro comune tra Camera e Senato il progetto lo prevede per le leggi di natura costituzionale e di revisione costituzionale, ma anche per quelle che riguardano i rapporti Stato-Regioni. Visto che fra non molto dovrebbe essere istituito il Comitato per le riforme costituzionali e la legge elettorale, c'e' da mettere in conto una attrazione al Comitato stesso di tutti i provvedimenti di modifica costituzionale che sono stati depositati. E il ddl di Quagliariello non dovrebbe fare eccezione. Quale allora la valenza da attribuirgli? Fermo restando che se per pura ipotesi il Comitato non prendesse in considerazione la fine del bicameralismo paritario, il ddl potrebbe avere una vita propria (secondo la tradizionale procedura di revisione dell'art.138), si puo' allora attribuire al ddl una valenza politica e di sollecitazione. In altre parole, il governo, attraverso il ddl, indicherebbe come nodo centrale e prioritario da sciogliere la fine del bicameralismo perfetto che a giudizio di tutti i costituzionalisti rappresenta il vero ostacolo per una riforma istituzionale organica per la forma di governo, oltre che per quella parlamentare, ma anche per una efficace riforma elettorale. In estrema sintesi, il ddl spingerebbe il nascente Comitato a fare subito una scelta sulla natura della riforma, se passare, ad esempio, ad un governo del premier (la figura per cosi' dire ''raccomandata'' dai Saggi) o al semipresidenzialismo, forme costituzionali nuove che ambedue avrebbero tutto da guadagnare in funzionalita' dalla fine del bicameralismo perfetto. min/vlm

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