martedì 17 gennaio | 10:51
pubblicato il 02/apr/2014 12:41

Riforme: Costi, giunte e assemblee regioni devono essere protagoniste

(ASCA) - Bologna, 2 apr 2014 - ''Le Regioni vogliono essere protagoniste del processo avviato dal Governo per la riforma delle istituzioni''. La presidente dell'Assemblea legislativa regionale, Palma Costi, apre col suo intervento il dibattito in Aula sulle proposte di Giunte regionali e Assemblee legislative rispetto al progetto di riforma costituzionale avanzato dal Governo.''La riforma costituzionale - sottolinea Costi - va compiuta in tempi brevi e dovra' trasformare anche le Regioni, rafforzando i valori di sussidiarieta', autonomia e decentramento, e procedendo ad alleggerire i ministeri e le rispettive burocrazie''. ''Siamo in una fase straordinaria della vita politica e istituzionale - prosegue la presidente - ed e' fondamentale che Regioni e Autonomie locali siano protagoniste attive dei processi di riforma avviati. Infatti, in quasi tutte le Regioni italiane, oggi, si discute del contributo da dare alla riforma costituzionale. Giunte e Consigli regionali hanno elaborato un documento congiunto, consegnato al Governo. Nel documento si esprime una posizione favorevole al superamento del bicameralismo paritario, con una significativa riduzione del numero dei parlamentari.

Analoga condivisione viene manifestata rispetto alla centralita' della Camera politica a suffragio universale, e all'istituzione del Senato delle Regioni e delle Autonomie, differenziato per funzioni e composizione e non piu' titolare del rapporto di fiducia con il Governo''.

Ma il nuovo Senato, afferma Costi, ''in quanto sede di rappresentanza territoriale oltre che politica, dovra' essere coerente con i principi sanciti nei Trattati europei, da ultimo il Trattato di Lisbona. Ne discende l'urgenza di definire in modo unitario un sistema di governance fondato sulla valorizzazione e la responsabilizzazione del sistema Stato, Regioni e Autonomie locali, con l'obiettivo primario di far fronte ai problemi comuni in modo ordinato ed efficace''. Nella convinzione che ''semplificare i livelli istituzionali e di governo possa rappresentare uno dei motori della crescita del Paese''.

Il nuovo Senato dovra' costituire ''il momento centrale di raccordo e di cooperazione tra centro e territori. A tal fine, diventa fondamentale che la sua composizione escluda la presenza di membri nominati, che stride con la nuova missione e che puo' alterare la formazione della maggioranza''.

Altrettanto fondamentale, aggiunge Costi, ''e' che ai membri di diritto si affianchino i rappresentanti delle Assemblee legislative, eletti dalle stesse, e che la ripartizione dei seggi sia proporzionale alla popolazione delle regioni''.

C'e' poi la modifica del Titolo V della Costituzione.

''Dall'esperienza maturata in questi anni, le Regioni restano convinte che un elenco di materie concorrenti sia necessario per un esercizio coordinato delle diverse competenze legislative. Le materie indicate nell'art. 117 della Costituzione - spiega la presidente - rappresentano una realta' complessa, fatta di sfere di interessi intrecciati, multi-livello, spesso non riconducibili alle astratte categorie giuridiche: in alcune materie e' necessario uno svolgimento regionale dei principi fissati dal legislatore statale. Al contrario, il ricondurre queste materie a soli due cataloghi, come prevede la proposta del Governo, l'uno di competenza esclusiva statale e l'altro di competenza esclusiva regionale, non e' semplice, ne' scevro da pericoli di nuovo centralismo''.

''Il lavoro iniziato positivamente dalle due Conferenze, di Giunte e Consigli, deve proseguire, puntando a un confronto di merito con il Governo in vista del passaggio parlamentare.

Un confronto che ci deve vedere impegnati anche sul fronte delle autonomie locali. Un percorso di riforma - chiude Costi - in cui, sia chiaro, le Regioni, Giunte ed Assemblee legislative, devono, e vogliono, essere protagoniste''.

res/rus

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