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pubblicato il 03/apr/2014 17:49

Riforme: continua 'stop and go'. E il governo apre alla ''riflessione''

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 3 apr 2014 - Alla fine, in tema di riforme, la parola ''riflessione'' e' stata pronunciata. A farlo e' stata la ministra Maria Elena Boschi, nell'audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, dove ha premesso che l'accelerazione operata dal governo e' per dare una risposta al Paese. Insomma, da parte del governo e del premier Renzi ''nessuno vuole dare ultimatum'', ma solo ''stimolare'' il processo di riforme. La stessa ministra che si era gia' rimessa per il calendario alle decisioni della Capigruppo di Palazzo Madama, ha espresso giudizio positivo su legge elettorale e riforma del Senato per il 25 maggio. Le parole distensive della Boschi sono state subito apprezzate dalla maggior parte dei gruppi, ma in particolare da quei venticinque senatori democratici che, in dissenso col ddl governativo, hanno sottoscritto un progetto alternativo presentato da Vannino Chiti. Progetto che pur prevedendo la fine del bicameralismo paritario col ruolo politico fiduciario assegnato solo alla Camera, propone l'elezione diretta di 100 senatori e competenza oltre che territoriale su leggi costituzionali, elettorali e di contenuto etico con riflesso sui diritti della persona. Proprio questi senatori che parevano i piu' determinati a ostacolare il progetto del governo, hanno detto che ''le aperture al confronto e al dialogo del ministro Boschi vanno nella giusta direzione.

Siamo convinti -hanno aggiunto- che le riforme di cui il Paese ha bisogno devono essere condivise il piu' possibile ma anche e soprattutto devono essere efficaci''.

''Apprezziamo dunque le aperture del governo -afferma la nota dei 25- che sono in linea con quanto da noi auspicato ed espresso. Siamo pronti a collaborare per arrivare alla stesura di una riforma istituzionale che davvero funzioni e sia in linea con i principi costituzionali. Il metodo e' anche sostanza. Mettiamoci tutti insieme a lavorare a modifiche possibili a tutela della democrazia''. Sul versante parlamentare, oggi e' dunque stato rimosso, o quanto meno aperto un varco, nell'ostacolo piu' duro. Meno pesanti infatti erano stati i richiami del Ncd e dei centristi di Sc, che comunque avevano garantito solidarieta' di maggioranza. Piu' complesso il quadro delle altre ''diplomazie'' che vedono al centro un attivismo da parte di Forza Italia.

Quello piu' rassicurante e' il ruolo di ambasciatore di Verdini, che si e' incontrato con Renzi con l'obiettivo di riprendere il cammino della riforma, seguendo i paletti concordati nel famoso incontro del Nazareno tra lo stesso Renzi e Berlusconi. Diversa e' invece la ''diplomazia'' di Berlusconi che ha voluto incontrare personalmente il presidente della Repubblica per -si dice, anche da fonti 'azzurre'- cercare di piegare la riforma a vantaggio della sua situazione giudiziaria personale. E qui sorgono gli interrogativi piu' preoccupati perche' Berlusconi in situazioni di analoghe difficolta' ha gia' mostrato di non esitare a rovesciare il tavolo. A queste fibrillazioni sembrano rispondere con un segno opposto, di sostegno al ddl del governo, le Regioni e i comuni dell'Anci, che annunciano proposte emendative al ddl.

Le proposte riguarderebbero una definizione piu' puntuale delle competenze legislative di Stato e Regioni, prevedendo un'apposita legge bicamerale, e una composizione del Senato ancora piu' equilibrata e parametrata rispetto alla popolazione delle Regioni. I ''governatori'' riunitisi a porte chiuse avrebbero espresso soddisfazione sull'impianto generale ma pronti a presentare le loro proposte per limare alcuni punti. A partire dalla questione delle materie su cui Stato e Regioni avranno competenza a legiferare: le Regioni avrebbero voluto che non si eliminassero del tutto le materie 'concorrenti', ma visto che l'intenzione del governo e' stata quella di superarle definitivamente, chiedono che ci sia una maggiore specificazione non solo delle sfere di competenza esclusiva dello Stato, ma anche di quelle residuali delle Regioni. La situazione e' stata illustrata dal presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani: ''Nei prossimi giorni la Conferenza delle Regioni lavorera' per elaborare degli emendamenti. Chiederemo un incontro al governo, lavoreremo insieme ai Consigli regionali, faremo un incontro con l'Associazione nazionale dei comuni italiani e parteciperemo ai lavori in Parlamento''. ''Ieri -ha aggiunto- si sono svolti i Consigli regionali che hanno fatto una discussione sulle riforme istituzionali sulla base e valorizzando il documento che avevamo proposto come Conferenza delle Regioni e Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative e questo e' un fatto positivo''. Ancora sulla riunione dei governatori Errani ha detto che ''hanno fatto delle valutazioni: riteniamo che l'impianto, il Senato federale e la disponibilita' data sia dal presidente del Consiglio che dal ministro Boschi a ragionare sulle nostre proposte, ci consenta di continuare un percorso costruttivo''. Cielo sereno per il governo anche sul fronte dei Comuni.

Soddisfazione e' stata espressa dal presidente dell'Anci Piero Fassino: ''La presidenza Anci apprezza e condivide, nel merito e nei contenuti, la riforma istituzionale messa in campo dal governo. In particolare condividiamo la centralita' che si e' voluta dare al ruolo delle citta' e su questo abbiamo presentato una serie di emendamenti per rendere ancora piu' esplicita la funzione centrale che i Comuni hanno nella vita politica e istituzionale del Paese. Ci auguriamo che il Parlamento accolga le nostre proposte''. Per Fassino il disegno di riforma costituzionale ruota intorno ai Comuni che rappresentano ''il tratto di identita' storica e culturale del nostro Paese. Apprezziamo in particolare -ha sottolineato- l'approccio e l'ispirazione sia del ddl Delrio che della riforma costituzionale perche' entrambi sono fondati sulla centralita' del ruolo delle citta'. Anche la revisione del Titolo V della Costituzione riconduce le Regioni alla funzione originaria di ente programmatorio e legislativo riconoscendo ai Comuni la gestione dei servizi. Inoltre il superamento del bicameralismo ci assegna un ruolo strategico''. min/vlm

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