lunedì 23 gennaio | 20:00
pubblicato il 02/lug/2014 09:54

Riforme: Chiti, pasticcio inaccettabile su immunita' parlamentare

(ASCA) - Roma, 2 lug 2014 - ''Chi, su alcuni punti, ha presentato proposte diverse'' sulle riforme costituzionali ''e' stato accusato di sabotaggio. Al contrario vogliamo le riforme: sono urgenti. Devono pero' essere buone riforme, altrimenti la nostra democrazia si impoverira'''. E' quanto scrive Vannino Chiti, senatore del Pd, in un intervento pubblicato sul Corriere della Sera.

''L'elezione indiretta provoca anche un pasticcio inaccettabile sull'immunita'. Da un lato la estende agli amministratori in modo improprio, dall'altro differenzia tra sindaci e tra consiglieri regionali. C'e' ampio accordo sul fatto che la Camera - aggiunge - abbia l'esclusivita' del rapporto di fiducia con il governo e l'ultima parola su gran parte delle leggi, compresa quella di bilancio. Occorre mantenere u' come in molte grandi democrazie u' competenze paritarie di Camera e Senato su Costituzione, leggi elettorali e referendum, ordinamenti dell'Ue e delle Regioni, diritti fondamentali, quali quelli delle minoranze, la liberta' religiosa, i temi eticamente sensibili''.

''Sui diritti fondamentali'', sottolinea l'esponente Pd, deve ''mantenersi un bicameralismo paritario: non possono essere di esclusiva competenza della maggioranza di governo.

E' un ruolo di garanzia e di equilibrio da far svolgere al Senato: se per la Camera si adotta una legge maggioritaria che assicuri governabilita', e' necessario avere un Senato aperto alla presenza delle forze piu' rappresentative in ogni regione. E' importante una sua piena legittimazione attraverso l'elezione dei senatori da parte dei cittadini, in concomitanza con quella dei consigli regionali. Non ci sono rischi di far rientrare dalla finestra la fiducia ai governi: il Senato non si formerebbe in un'unica elezione ne' sarebbe sciolto ad una stessa scadenza''.

''Gli Stati Uniti hanno sperimentato il Senato di secondo grado: sono passati al voto diretto dei cittadini dopo aver registrato gravi casi di corruzione e una rappresentanza troppo localistica. La Francia nel marzo scorso ha stabilito che dalle prossime elezioni non si potra' essere piu' sindaci, presidenti di regione e parlamentari.

Esperienze fallite, da noi diventano innovazione? Voler mantenere ai cittadini il diritto di scegliere con il voto i loro rappresentanti nelle istituzioni sarebbe conservazione? Nel XXI secolo la democrazia - puntualizza ancora Chiti - e' sfidata non solo dai terrorismi, ma da semplificazioni che danno vita a quella che viene definita dittatura delle maggioranze, un affievolirsi cioe' dei controlli sui governi.

E' un pericolo dal quale guardarsi. La democrazia ha bisogno di partecipazione e governabilita', non di contrapporre l'una all'altra''.

red/vlm

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