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pubblicato il 01/ago/2013 14:55

Riforme: Bindi, molto serena su correttezza e garanzie procedura

Riforme: Bindi, molto serena su correttezza e garanzie procedura

(ASCA) - Roma, 1 ago - ''Quando e' iniziato il percorso che ci ha portato fino alla discussione e poi all'approvazione di questo disegno di legge costituzionale, non mancai, insieme ad altri colleghi, di esprimere alcune preoccupazioni sull'inizio di questo iter procedurale, soprattutto perche' si interveniva sull'articolo 138 - quando si interviene sulla sentinella c'e' sempre forse il rischio si voglia aggredire anche il tesoro che la sentinella sta custodendo - in modo particolare in relazione al ruolo del Parlamento nel suo rapporto con il Governo e all'ampiezza del mandato''.

Lo ha detto RosY Bindi (Pd) intervenendo nella discussione generale in corso alla Camera sul ddl che istituisce il Comitato dei 42 per le riforme costituzionali. ''Oggi, grazie al lavoro che e' stato compiuto insieme ai gruppi del Senato e anche con la disponibilita' del Governo, noi ci accingiamo a votare questo disegno di legge costituzionale con grande serenita', a iniziare questo percorso importante e impegnativo, del quale -ha sottolineato la Bindi- non ci sfugge la portata in questo momento cosi' difficile della vita del nostro Paese. Ci accingiamo a questo percorso sentendone tutta la responsabilita', ma anche, come ripeto, con una grande serenita', quella che ci consentira' credo di lavorare e di raggiungere i risultati da tutti auspicati. E la serenita' nasce dal motivo principale che e' stato da molti colleghi ricordato: questo disegno di legge costituzionale, pur derogando ad alcuni aspetti del 138, non ne intacca i principi e, anzi, ne rafforza le garanzie prevedendo, comunque, il ricorso al referendum anche di fronte ad una maggioranza ampia come quella dei due terzi, che potra' approvare queste riforme. E un motivo di serenita' legato anche al fatto che la centralita' del Parlamento e' stata assicurata e rispettata pure attraverso un metodo che noi riteniamo costituzionale, cioe' quello di interventi puntuali, di riforme affidate a singoli progetti, tra di loro coerenti, ma tra di loro autonomi, sui quali poi si potra' eventualmente intervenire attraverso i referendum, ma intervenendo sui singoli progetti, evitando quel rischio di un cambiamento radicale della Carta costituzionale in nome del tutto o niente e del tutto si tiene che avrebbe finito credo per affidare a noi un potere che io ritengo, come molti hanno detto, noi non abbiamo''. ''In questo percorso -ha fatto osservare la Bindi- siamo stati molto attenti alle voci critiche che si sono mosse verso il nostro lavoro perche' le riteniamo sensibili, competenti, direi quasi innamorate della nostra Carta costituzionale. Non siamo sordi ne' distratti agli appelli, alla raccolta delle firme. Abbiamo ascoltato tutte le sensibilita' costituzionali, pero' ci sia consentito di dire che, mentre riteniamo assolutamente positivo un forte coinvolgimento delle associazioni, dei cittadini, dell'uso di tutti gli strumenti della comunicazione, forse bisognerebbe evitare i toni allarmistici o forse bisognerebbe anche evitare di muovere nei confronti del lavoro paziente e impegnato che stiamo svolgendo, anche con grande consapevolezza della delicatezza del nostro lavoro - perche' delicato e prezioso e' l'oggetto della nostra Carta costituzionale - affermazioni, che io personalmente ritengo anche offensive, firmate contro il tentativo di stravolgere la Costituzione con il progetto Gelli''. Per quanto riguarda il Partito Democratico, ''noi -ha affermato la Bindi- vogliamo riformarle davvero le istituzioni, perche' sappiamo che oggi le istituzioni hanno bisogno di essere forti. Chi crede nella centralita' del Parlamento deve volere che il Parlamento funzioni, chi vuole davvero una democrazia parlamentare la deve concepire con al centro un Governo che puo' decidere e che, in quanto tale, non puo' non essere rafforzato. Sappiamo, e anche questo da molti e' stato ricordato, che cio' non dipende solo dalla Costituzione, ma dipende anche dalla Costituzione.

E io credo che, nel momento in cui ci impegneremo a fare tra di noi questa alleanza con quelle che sembrano, in questo Parlamento, le voci piu' attente e piu' sensibili, per ridare alle istituzioni oggi, in un momento cosi' difficile, quell'autorevolezza che la politica deve avere in rapporto ad una societa', a dei poteri che sono ogni giorno piu' incontrollabili, ecco, io credo che se noi faremo insieme questo lavoro di intervento puntuale, graduale, con metodo costituente, nei confronti della Costituzione, dovremo anche impegnarci ad una riforma ancora piu' profonda della politica, delle associazioni della politica e della consapevolezza della nostra responsabilita', in un momento cosi' grave e cosi' impegnativo''.

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