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pubblicato il 13/giu/2014 15:42

Riforme: Bianchi (Pd), ma quale stalinismo, semplici regole democrazia

(ASCA) - Roma, 13 giu 2014 - ''Quando sento un senatore del Pd parlare di ''aria staliniana'' davanti alla sostituzione di un membro della commissione affari costituzionali mi allarmo davvero. Ho l'impressione che si sia smarrita l'idea di che cosa sia una forza politica e un gruppo parlamentare.

La costituzione sancisce l'assenza di vincolo di mandato per ciascun parlamentare e ci mancherebbe altro. Ognuno di noi puo' alzarsi in aula ed esprimere il proprio voto in dissenso. Ma non si puo' fare confusione, come sta accadendo forse strumentalmente, tra quanto l'art. 67 garantisce e la possibilita', il dovere direi di una forza politica di attuare le decisioni assunte in modo democratico. Il Pd ha ampiamente discusso in tutte le sedi politiche e parlamentari i contenuti fondamentali della proposta avanzata da Renzi per la riforma del bicameralismo perfetto e li ha approvati con una fortissima maggioranza. Vuol dire che non si puo' dissentire? Nient'affatto, ci si puo' confrontare e proporre modifiche ma a un certo tempo deve esserci una decisione e in aula chi non e' d'accordo potra' esprimere il suo dissenso.

Nessuno puo', dalla posizione in commissione che gli e' stata affidata dal gruppo, non rispettare la volonta' di tutti gli altri parlamentari. Non vorrei mai che qualcuno pensasse che la sua personale presenza in commissione affari costituzionali vale piu' della possibilita', di nuovo del dovere direi, di portare avanti le riforme che sono certa la stragrande maggioranza dei senatori e dei deputati del Pd avverte con forza. E' una questione che ci impegna tutti, senatori e deputati''. Lo dichiara in una nota Stella Bianchi, parlamentare del Pd.

''Le polemiche di oggi - continua Bianchi - mi appaiono strumentali drammatizzazioni. Credo che i gruppi parlamentari del Pd debbano affrontare una seria discussione interna perche' sia a tutti chiaro cosa significa vivere all'interno di un gruppo, quali sono le regole di questa convivenza.

Sarebbe paradossale che a bloccare le riforme tante volte rinviate e oggi invocate dai cittadini e dalla voce autorevole del Presidente Napolitano, fossero proprio alcuni parlamentari del Pd, fosse quel clima di divisione che abbiamo gia' pagato a caro prezzo. Non chiedo di rinunciare alla liberta' di giudizio, ma di rispettare la liberta' di tutti gli altri parlamentari con cui si e' stati eletti''. com/vlm

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