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pubblicato il 29/lug/2014 14:41

Riforme: Barbera, ipotesi sistema monocamerale gia' nella Costituente

di Angelo Mina. (ASCA) - Roma, 29 lug 2014 - ''L'idea di abolire o riformare il Senato non e' un'improvvisazione di Renzi. Gia' i costituenti ipotizzarono un sistema monocamerale, e il Pci era d'accordo'. Ad affermarlo e' il costituzionalista Augusto Barbera che respinge ancora una volta con decisione la tesi di un carattere autoritario, di minaccia alla democrazia, della riforma costituzionale all'esame del Senato. E Barbera ricorda come ''sul finire degli anni ottanta c'era gia' la speranza di trasformare in fatto un'ambizione decennale: abolire il Senato. E Spadolini, allora presidente di Palazzo Madama, per salvaguardare la dignita' dell'istituzione volle inibire il voto segreto sugli organi costituzionali. Un modo per evitare che i senatori lo usassero per salvare se stessi''. Parlando al Quotidiano nazionale Barbera ha poi affrontato il parallelo con i nostri giorni e in particolare le differenze con la decisione del presidente Grasso di ammettere una serie di voti segreti che si sarebbe potuto evitare. ''Col pretesto delle minoranze linguistiche, cioe' -sostiene Barnera- uno dei pochi casi in cui il regolamento del Senato consente di votare segretamente''. E alla richiesta di spiegare perche' parli di 'pretesto' Barbera ha aggiunto: ''Perche' la tutela delle minoranze maschera questioni che non potrebbero essere votate segretamente, come il numero dei deputati o l'elettivita' dei senatori''. E sul perche' della decisione ha osservato che ''un presidente deve sempre bilanciare la tutela dei diritti delle minoranze e il diritto-dovere della, maggioranza a decidere, ma credo che Grasso dovra' affrontare con forza la situazione. Potrebbe ispirarsi a Nilde lotti, che come presidente della Camera applico' diverse tecniche parlamentari per disinnescare l'ostruzionismo dei radicali e dello stesso Pci''. Tra le tecniche usate allora Barbera ricorda la decisione di ''far votare l'aula sul principio ispiratore comune a un pacchetto di emendamenti, facendoli cosi' decadere in blocco''. Ma con questi mezzi alcuni troverebbe conferma della 'svolta autoritaria' che paventano... ''Questi sono discorsi assurdi. Il testo di riforma del Senato -afferma Barbera- non ha nulla di autoritario e peraltro ricalca la principale proposta della Commissione dei saggi, rappresentativa di tutti gli orientamenti del costituzionalismo italiano''. Allora perche' mezzo Senato e' in rivolta? ''Per altre ragioni: per combattere una guerra preventiva sulla legge elettorale -sostiene Barbera- e per opporsi ai decisionismo di Renzi''. L'idea di un leader che decide non va giu' a certa sinistra. ''Non solo a certa sinistra: il potere politico che decide allarma i portatori di interesse e i gruppi di' pressione, che naturalmente preferiscono avere una politica debole e percio' malleabile''. E sul principio del Senato elettivo, invocato dagli oppositori, Barbera fa osservare che ''in nessun paese occidentale la seconda camera e' eletta direttamente. Se il nuovo Senato fosse elettivo dovrebbe avere competenze simili a quelle della Camera: passeremmo allora dal bicameralismo perfetto al bicameralismo imperfetto. Dopo decenni d' attesa francamente non mi sembrerebbe una conquista''. min/sam/

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