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pubblicato il 01/ago/2013 13:59

Riforme: Balduzzi, ddl deroga da 138 ma in modo equilibrato e garantista

Riforme: Balduzzi, ddl deroga da 138 ma in modo equilibrato e garantista

(ASCA) - Roma, 1 ago - ''Era proprio necessario derogare al 138? E' una domanda che ci siamo posti tutti credo, questo appartiene un po' alla lunga storia delle revisioni costituzionali quando nacque l'idea che una grande riforma avesse bisogno di una deroga, di un metodo derogatorio. Non so, onestamente non lo so, la scienza del diritto costituzionale e' largamente divisa su questo punto, non lo so se questo sia stato un atto di saggezza, sto parlando evidentemente da quando si e' cominciato a pensare in questo modo. Se rispondiamo pero' alla domanda alla luce del disegno di legge costituzionale - perche' di questo noi dobbiamo trattare - ho una risposta piu' tranquillizzante: perche' tutto sommato questa procedura derogatoria tanto derogatoria non e'''.

Lo ha affermato Renato Balduzzi di Scelta Civica, intervenuto stamane nella discussione generale in Aula alla Camera sul ddl costituzionale sulle riforme, che istituisce il Comitato dei 42.

Balduzzi ha invitato -e si e' rivolto in modo particolare ai deputati del M5S- ha riflettere su qual e' ''il perimetro di una revisione costituzionale, il perimetro costituzionalmente legittimo di una revisione costituzionale''. Riferendosi all'art.138 della Costituzione, ha riconosciuto che esiste una rigidita' costituzional che ''certamente e' nella previsione di procedure aggravate a tutela dei diritti delle minoranze e a tutela del nucleo fondamentale della valori costituzionali''. In questo senso, ha chiesto: ''Questa rigidita' costituzionale e' colpita, e' ferita dal disegno di legge di cui stiamo discutendo? No perche', nonostante alcune clausole del 138 siano derogate, per esempio i tre mesi diventano 45 giorni, nell'insieme c'e' un bilanciamento che e' costituito soprattutto, oltre che dalle norme procedurali, anche minuziose, che danno al Parlamento la sovranita' su questa disciplina, dalla previsione di una possibilita' di referendum positivo anche nell'ipotesi in cui la maggioranza dei due terzi sia raggiunta, ipotesi possibile alla luce non solo della contingente larghezza della maggioranza parlamentare ma anche delle regole elettorali che hanno indubbiamente cambiato il senso delle maggioranze previste nella Costituzione, maggioranze che partivano dal presupposto di una legge elettorale proporzionale''.

Ecco allora -ha concluso Balduzzi- che ''si arriva a dare un giudizio piu' ponderato, piu' tranquillo, sul metodo e sul contenuto di questo disegno di legge costituzionale, che non e' lo stravolgimento della Costituzione, che non e' lo strumento attraverso cui qualcuno vuole fare operazioni altrimenti impossibili, ma che e', piu' semplicemente, lo strumento - sara' stato saggio, non lo sara' stato: lasceremo ai posteri la decisione - per fare qualche cosa, finalmente''. min

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