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pubblicato il 10/apr/2014 10:40

Riforme: appello costituzionalisti Liberta'eguale: no a Senato elettivo

Riforme: appello costituzionalisti Liberta'eguale: no a Senato elettivo

(ASCA) - Roma, 10 apr 2014 - Con un appello-proposta i costituzionalisti e giuristi aderenti all'associazione ''Liberta'eguale'' prendono posizione in tema di riforme sulla questione del Senato. Nell'appello che e' stato consegnato stamane alla ministra per le riforme Maria Elena Boschi, si mette in guardia dal rischio di fare del Senato una sorta di contropotere della Camera, un controllore-frenatore che vanificherebbe tutta la grande riforma istituzionale promossa dal governo Renzi. Un esito che avrebbe il risultato di perpetrare il bicameralismo in forme ancor piu' anomale e devianti rispetto all'attuale. Gli studiosi che hanno sottoscritto l'appello invitano ad andare avanti e a realizzare con coraggio una riforma che ricalchi il Bundesrat tedesco che negli anni ha mostrato di essere uno strumento efficace per la rappresentanza territoriale e per la soluzione dei conflitti con lo Stato centrale. Gli stessi studiosi nel loro appello propongono quattro emendamenti per migliorare il testo del ddl governativo. ''1. In linea generale la proposta di riforma costituzionale del Governo -si legge nell'appello- e' conforme ai principi e si ispira alle soluzioni adottate dalle grandi democrazie europee e alle conclusioni piu' condivise del dibattito italiano sulle riforme, in ultimo con la Commissione nominata dal Governo Letta. Le critiche di principio all'impianto, che propongono nuove o vecchie anomalie nazionali, appaiono essere per lo piu' il frutto di un antistorico complesso del tiranno, per fortuna ormai ampiamente minoritario, come dimostrato dal dibattito di questi giorni''. ''2. La ragione fondamentale di una seconda Camera -prosegue l'appello- consiste oggi nell'essere luogo di raccordo coi territori, completando e correggendo cosi' il disegno iniziato con la riforma del Titolo V, la quale, in assenza di tale luogo, ha scaricato sulla Corte costituzionale un contenzioso sproporzionato in termini quantitativi e qualitativi. Liberare laCorte da esso significa anche consentirle di svolgere pienamente il suo ruolo di tutela dei diritti dei cittadini. Per queste ragioni e' giusto condensare in un unico progetto la riforma del Titolo V e quella del Senato: in ultima analisi il Titolo V, debitamente riscritto, funziona solo se il disegno ha come terminale una Camera in cui sono responsabilizzati nazionalmente i legislatori regionali. 3. Per tale ragione la nostra prima scelta sarebbe puramente e semplicemente il modello del Bundesrat tedesco, la Camera che affronta in modo piu' convincente in termini di composizioni e di funzioni problemi analoghi in uno Stato non centralista che valorizza gli enti intermedi. Prendiamo atto che laproposta del Governo se ne discosta per alcuni aspetti e cerchiamo quindi di modificarlo andando il piu' possibile in quella chiara direzione''. ''4. Non ha invece alcun senso politico e istituzionale ipotizzare che la seconda Camera debba avere la sua giustificazione in un ruolo politico di contrappeso rispetto alla prima, sia esplicito (mantenendo un doppio rapporto fiduciario) sia implicito (allargando l'area delle leggi bicamerali paritarie, rispetto al progetto del Governo, con clausole generiche, potenzialmente espansive e veicolo di conflitti di competenza come il riferimento ai diritti delle persone). L'esito sarebbe spingere a una ''Grande coalizione'' permanente di diritto o di fatto tra forze politiche di centrosinistra e di centrodestra, innaturale e dannosa per il Paese. L'indirizzo politico dimaggioranza deve essere scelto chiaramente dagli elettori con le sole elezioni della Camera, come in tutte le grandi democrazie europee. Per queste ragioni relative alle competenze non appare pertanto coerente riproporre oggi un'elezione diretta dei senatori, che porterebbe con se' abbastanza naturalmente quel ruolo anomalo di bilanciamento politico non auspicabile, ossia a gruppi parlamentari basati su logiche politiche nazionali esattamente come alla Camera''. ''5. Le considerazioni precedenti - affermano ancora i giuristi di Liberta'Eguale - portano pero' a evidenziare, per una migliore coerenza interna, 4 emendamenti che appaiono prioritari: a) sulla composizione deve essere prevalente il ruolo dei legislatori regionali, senza ignorare l'importanza dei sindaci dai quali e' partito nel 1993 il disegno riformatore. Tutti isenatori dovrebbero quindi essere eletti dal Consiglio regionale: per due terzi tra i suoi componenti e per un terzo tra i sindaci della Regione. Non si giustifica invece la presenza di personalita' non derivanti dal suffragio universale, a meno che non si tratti dei soli ex- Presidenti della Repubblica. Le Regioni possono essere suddivise in tre fasce (fino a un milione di abitanti, da uno a tre milioni, oltre tre) in modo da garantire un numero di seggi parzialmente diversificato che tenga conto delle differenze, analogamente al modello tedesco. Sarebbe poi altamente preferibile sul meccanismo di voto adottare, come nel Bundesrat, come metodo ordinario il voto unitario per delegazione regionale. b) Sulla ripartizione di competenze tra legge statale e regionale bisogna riequilibrare almeno su un punto un eccesso di tendenza centralista, stabilendo che l'ordinamento degli enti locali non sia piu' affidato interamente alla legge statale; essa dovrebbe stabilire solo i principi generali, affidando la normativa puntuale alle Regioni. c) Se e' logico che laCamera eletta direttamente abbia un numero di eletti di molto superiore ad un Senato rappresentativo delle comunita' regionali e locali cio' non deve favorire eccessivamente la maggioranza politica pro tempore nell'esercizio delle funzioni del Parlamento in seduta comune, con particolare riferimento all'elezione del presidente della Repubblica. Cio' infatti ne indebolirebbe il ruolo di garanzia. Il collegio elettorale chiamato ad eleggere il presidente potrebbe percio' essere composto, ad esempio, dai deputati e da altrettanti delegati eletti ad hoc dai consigli regionali, integrando i componenti del Senato dell'autonomie con quelli mancanti (come sostanzialmente accade in Germania). d) La maggiore velocita'dei processi decisionali e la loro maggiore forza nel rapporto centro-periferia con la clausola di supremazia richiedono per bilanciamento l'inserimento del ricorso preventivo di costituzionalita' da parte di un quarto dei deputati o di un quarto dei senatori''. I primi firmatari dell'appello-proposta sono Elisabetta Catelani,Universita' di Pisa, Stefano Ceccanti, Universita'di Roma ''La Sapienza'', Salvatore Curreri, Universita'di Enna, Giuseppe de Vergottini, Universita' di Bologna, Aldo Di Virgilio, Universita' di Bologna, Carlo Fusaro, Universita' di Firenze, Tommaso Giupponi, Universita' di Bologna, Claudia Mancina, Universita' di Roma ''La Sapienza'', Andrea Morrone,Universita' di Bologna, Ida Nicotra, Universita' di Catania, Michele Salvati, Universita' di Milano Statale, Paolo Segatti, Universita' di Milano Statale, Sofia Ventura, Universita' di Bologna. min/rep

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