martedì 17 gennaio | 12:43
pubblicato il 04/mar/2014 14:08

Riforme: Amato,Cossiga preveggente su canalizzazione sovranita' popolare

Riforme: Amato,Cossiga preveggente su canalizzazione sovranita' popolare

(ASCA) - Roma, 4 mar 2014 - ''Oggi tutti noi siamo convinti che, anche se i partiti tornassero ad essere quello che erano all'inizio della loro storia, la forma della partecipazione popolare, la sovranita' popolare'' ha un'esigenza nuova e prorompente di espressione e dovrebbe comunque trovare nuovi sbocchi. ''Cio' che l'allora presidente della Repubblica, Cossiga, aveva colto gia' nel 1991 nel suo messaggio alle Camere in tema di riforme, era che o tutta questa esigenza, questa espressione popolare viene canalizzata in canali istituzionali o sara' inevitabilmente deviata, dara' luogo a forme di liberismo'' non controllabili. E' quanto ha sottolineato Giuliano Amato nel suo intervento al convegno in corso a Palazzo Giustiniani 'La grande riforma, un atto mancato''.

La ''straordinaria preveggenza'' di Francesco Cossiga gia' allora su ''cosa sarebbe successo se non ci si fosse accorti di quanto stava succedendo, e quanto tutto questo poteva generare conseguenze difficilmente da contenere ex post'' e' stata sottolineata da Amato, che ha rimarcato come ''qualcuno (cioe' Cossiga, ndr) gia' allora aveva intuito che tutto cio' era possibile'' e che bisognava attrezzarsi, altrimenti ''i mali avrebbero prevalso, inghiottendo anche il bene''.

''Purtroppo - ha osservato Amato - la preveggenza di Cossiga fu allora ritenuta stravaganza'' e non ebbe seguito.

Eppure quell'insegnamento non deve andare perduto. Gli avvenimenti dell'oggi confermano tutta l'attualita' di quell'analisi contenuta nelle pagine che Cossiga consegno' al Parlamento e le ripropone alla rilettura critica.

Cossiga gia' allora sottolineava come ''il maggiore canale attraverso il quale si era sviluppata la vita democratica dei Paesi, quello dei partiti, era un canale ostruito, per poter sfruttare al massimo tutte le possibili rendite di posizioni''. Gia' allora - rimarca l'ex premier - l'incitamento del Presidente della Repubblica era quello di ''salvare i partiti dagli effetti devastanti della partitocrazia, salvare i partiti da se stessi''.

Cossiga proponeva la ''distinzione tra potere di emendamento e necessita' di riforme, andando anche oltre le riforme parlamentari, ricorrendo a poteri non costituiti: andare oltre l'art.138 avvalendosi dell'art.138'' della Costituzione.

Purtroppo, conclude Amato ''nei commenti dei costituzionalisti e dei politici l'attenzione si pose esclusivamente su questo aspetto, con l'accusa di voler sovvertire, contrapponendo la volonta' popolare alle istituzioni costituite''.

njb/vlm

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