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pubblicato il 29/mag/2013 19:09

Riforme: 43 parlamentari Pd, mozione maggioranza e' preoccupante

(ASCA) - Roma, 29 mag - Quarantatre' parlamentari del Pd - fra cui i deputati Rosy Bindi, Pippo Civati, Sandra Zampa e i senatori Lura Puppato, Sergio Zavoli e Stefania Pezzopane - hanno firmato oggi un documento in cui mettono in evidenza alcune preoccupazioni circa la mozione della maggioranza sulle riforme, al vaglio di Camera e Senato. ''Pur apprezzando i miglioramenti introdotti rispetto all'impianto originario, manifestiamo alcune preoccupazioni'' scrivono i parlamentari, convinti che ''la deroga alla procedura di revisione costituzionale rappresenta un oggettivo problema e un pericoloso precedente'' anche perche' ''l'estensione delle materie soggette a riforma cui si fa riferimento nella mozione configurano una riscrittura sostanziale della seconda parte della Costituzione la quale semmai esigerebbe un sensibile rafforzamento del sistema delle garanzie procedimentali''. Inoltre ''e' quanto meno discutibile che siano le Camere a chiedere al Governo di impegnarsi a varare un disegno di legge costituzionale che introduca una tale deroga su materia eminentemente parlamentare quale quella della procedura di revisione costituzionale'' ed inoltre ''sulla questione della forma di Governo e' indispensabile che il lavoro istruttorio del Comitato sia preceduto da un dibattito e un indirizzo del Parlamento''.

Altro motivo di timore il fatto che ''nella parte finale del dispositivo si prospetta anche l'ipotesi, dalla quale dissentiamo, di un solo progetto di riforma complessiva anziche', come si richiederebbe, di provvedimenti distinti per titoli e materie sui quali, in Parlamento, possano liberamente prodursi maggioranze non precostituite e diverse in ragione dei singoli, specifici oggetti. Del resto, tutti i quattro 'saggi' nominati dal Presidente Napolitano che si sono occupati della questione, su questo punto concordemente, hanno prospettato, a conclusione dell'iter, referendum confermativi 'distinti per singole parti omogenee'''.

Infine ''nel testo della mozione si stabilisce un nesso tra il buon esito delle riforme costituzionali e, a valle, l'eventuale e conseguente riforma delle legge elettorale, con il concreto rischio della ennesima, deprecabile stabilizzazione del 'porcellum', in aperta contraddizione con il solenne impegno da tutti proclamato della sua cancellazione''.

com-brm/vlm

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