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pubblicato il 14/lug/2014 12:00

Riforma Senato debutta in aula,a rilento.Boschi apre su immunità

Si lavora a ultime modifiche, dissidenti ripresentano emendamenti

Riforma Senato debutta in aula,a rilento.Boschi apre su immunità

Roma, 14 lug. (askanews) - La riforma costituzionale del Senato e del Titolo V è approdata questa mattina nell'Aula del Senato. Respinte le questioni pregiudiziali poste da M5S e Sel è iniziata la discussione generale: con 124 senatori iscritti a parlare, appartenenti a tutti i gruppi, l'esame è iniziato quindi abbastanza a rilento. E infatti è stato rinviato di alcune ore il termine per la presentazione degli emendamenti in Aula (dalle 13 alle 20 di domani) e in molti pronosticano che le votazioni vere e proprie inizieranno soltanto giovedì. A quel punto l'aula sospenderà l'esame della riforma fino a lunedì mattina visto che venerdì il Senato sarà impegnato con il primo appuntamento parlamentare legato al semestre di presidenza italiana dell'Ue Intanto già si affilano le armi degli emendamenti da ripresentare in Aula che, a sentire i vari gruppi parlamentari potrebbero essere qualche centinaia. Sel e M5S promettono battaglia, per quanto il regolamento di Palazzo Madama, più rigido di quello di Montecitorio, consentirà loro di rallentare l'iter della riforma. I grillini riproporranno almeno 200 proposte di modifica e intendono intervenire su ognuna in Aula. Per rafforzare mediaticamente la loro battaglia hanno sollecitato la presenza domani in tribuna del loro leader, Beppe Grillo, che è arrivato oggi a Roma. Intanto fuori dal palazzo si organizzano le prime manifestazioni della 'società civile' vicine ai gruppi di opposizione che si sono date appuntamento domani mattina davanti al Senato. I dissidenti del Pd invece si preparano alla battaglia dentro il Palazzo. I 14 ex-autosospesi capeggiati da Vannino Chiti ripresenteranno i loro emendamenti scorporandoli per cercare di avere maggiori chance di ottenere consensi trasversali, si parla di una trentina di emendamenti sottoscritti da Chiti e Felice Casson e condivisi anche dagli altri dissidenti della maggioranza, come i senatori di Per l'Italia (Mauro e Di Maggio)che pure presenteranno le loro proposte. Il Pd si conterà domattina presto all'assemblea dei senatori convocata alle 8,30. La riunione infatti si concluderà con un voto che impegnerà tutti a seguire la linea del governo e della maggioranza sostenendo il testo uscito dalla commissione. Stessa sorte potrebbe toccare a Fi che domani pomeriggio riunirà tutti i parlamentari davanti a Silvio Berlusconi, non è detto che in quella sede si voterà nè che i dissidenti, si parla di una ventina (compresi alcuni dei senatori del gruppo Gal), vengano allo scoperto ma al momento finale in Aula potrebbero non partecipare al voto sulla riforma Boschi. Anche Angelino Alfano ha convocato domani una riunione dei senatori di Ncd per serrare le fila e ascoltare gli eventuali malumori di alcuni. E in ogni caso Maurizio Sacconi ha fatto sapere che anche da parte loro ci saranno richieste di modifica. E del resto anche nel governo non si escludono correzioni al testo uscito dalla commissione. In un'intervista stamane il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ad esempio ha aperto sull'immunità: "esistono varie ipotesi sul tappeto compreso il ritorno all'insindacabilità che era prevista dal testo originario del governo. Ma su questo tema devono essere i partiti ad esprimersi in modo concorde". Anche il co-relatore Roberto Calderoli stamattina in Aula e il Pd ammettono che alcune questioni poste potrebbero essere affrontate con emendamenti presentati in Aula dai relatori in qualunque momento: i temi su cui si ragiona sono oltre all'immunità, l'elezione del Presidente della Repubblica (un pezzo di Pd, di area riformista vorrebbe allargare la platea dei grandi elettori agli europarlamentari) e la legge di bilancio. La versione uscita dalla commissione infatti affida al Senato un potere eccessivo sulle leggi che riguardano il bilancio dello Stato e su quel punto si potrebbe intervenire per riequilibrare il ruolo della Camera. Infine potrebbe esserci qualche novità sull'articolo 138 della Costituzione che prevede il referendum confermativo sulla riforma costituzionale se non ottiene almeno i due terzi dei consensi in Parlamento. Calderoli ha suggerito di pensare al referendum in ogni caso e su questo anche la maggioranza e Renzi sembrano d'accordo, magari introducendo una norma transitoria che preveda il referendu, confermativo e obbligatorio solo questa volta.

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