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pubblicato il 15/lug/2015 18:57

Riforma Rai in aula Senato, rallentano unioni civili e Azzollini

Boschi rassicura: "Nessun ingorgo parlamentare"

Riforma Rai in aula Senato, rallentano unioni civili e Azzollini

Roma, 15 lug. (askanews) - Aula del Senato avanti tutta sulla Rai fino alla prima settimana di agosto, quando comincerà la pausa estiva. Unioni civili e voto finale sugli arresti di Antonio Azzollini invece ritardano il loro approdo nell'emiciclo di palazzo Madama. Per il primo provvedimento si attende la relazione sui costi da parte del ministero dell'Economia. Sulla conferma o meno dell'autorizzazione all'arresto data dalla commissione per il senatore coinvolto nell'inchiesta della procura di Trani dovrà arrivare prima una relazione di Area popolare, il partito di appartenenza dello stesso Azzollini. In ogni caso, anche se tutto dovesse arrivare in aula, non ci sarà "nessun ingorgo parlamentare", ha assicurato il ministro delle Riforme e Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. E' questa la strada che è emersa dalla riunione dei capigruppo del Senato questa mattina.

Per le unioni civili sarà il ministero dell'Economia a decidere il destino parlamentare del provvedimento, fermo in commissione Giustizia al Senato. Al ministero dell'Economia è stata chiesta una relazione tecnica sui costi degli assegni familiari e della reversibilita' delle pensioni che il nuovo istituto tra persone dello stesso sesso porterebbe alle casse dello Stato. Il capogruppo Ncd, Renato Schifani, ha assicurato che "ne torneremo a parlare la prossima settimana in una nuova capigruppo. Serve l'acquisizione della relazione tecnica sulla copertura economica del provvedimento. Noi abbiamo dato la massima disponibilità a trovare una sintesi ma il tema della reversibilità è delicato. Ora i tempi dell'esame dipendono dal ministero del Tesoro, Padoan ha un compito molto importante".

Il Pd, come ha però spiegato il capogruppo Luigi Zanda, ha dettato un termine stringente per l'esame del provvedimento. "Abbiamo detto - sono state le parole di Zanda - che non potremo aspettare oltre 48 ore, massimo tre giorni per la relazione tecnica. La commissione deve accelerare il più possibile i suoi lavori per mandare il ddl in aula già alla fine della prossima settimana. Abbiamo inoltre chiesto agli altri capigruppo che sul tema delle unioni civili non ci sia alcuna attività ostruzionistica".

Sulla riforma della Rai la maggioranza ha deciso di accelerare. La capigruppo ha infatti stabilito di mandare domani in aula il ddl, licenziato dalla commissione Lavori pubblici la scorsa settimana, con un voto sulle pregiudiziali di costituzionalità che presenterà Forza Italia. Il termine per gli emendamenti è stato fissato a lunedì alle ore 13. L'intenzione del Pd è quello di licenziare il testo, per il passaggio in seconda lettura alla Camera, la prossima settimana. Dopo questo, ha chiarito Zanda, "proseguiremo con il decreto Enti locali e con la legge comunitaria". Sempre sulla Rai si profila uno scontro acceso in aula con Forza Italia. Maurizio Gasparri, estensore della 'legge Gasparri' ha annunciato che "noi sulla Rai presenteremo una pregiudiziale di costituzionalità perché non è in linea con una parte della giurisprudenza creata con le sentenza della Corte costituzionale dal 1974 al 2009".

Su Azzollini i capigruppo non hanno messo in calendario il voto dell'aula sulla decisione della giunta per le Immunità favorevole alla richiesta di arresto dell'ex presidente della commissione Bilancio, coinvolto nel procedimento sul crack della casa di cura Divina Provvidenza. Si attende, come riferito al termine della riunione da Schifani, una relazione di minoranza. Zanda ha riferito che "Ncd ha ricordato che deve essere presentata la relazione difensiva di Azzollini. Sarà pronta nei prossimi giorni e subito dopo ci sarà la calendarizzazione in aula". Dal canto suo Schifani ha aggiunto che "della richiesta su Azzolini torneremo a parlarne, ci sono provvedimenti più urgenti da approvare. Inoltre noi stiamo preparando la relazione di minoranza".

Di fronte a quella che comunque potrebbe trasformarsi in una corsa all'approvazione di proveddimenti, di decreti legge prima delle ferie sia alla Camera che al Senato il ministro Boschi ha assicurato che "non c'è nessun ingorgo. Tutte le volte che voi giornalisti parlate di ingorgo parlamentare non succede nessun ingorgo".

Intanto il Pd, per ottimizzare i tempi dei lavori del Senato che andranno avanti fino alla prima settimana di agosto, ha chiesto che l'aula sia aperta per l'esame dei provvedimenti di legge anche il lunedì e il venerdì, giornata durante le quali invece i senatori, di prassi, possono svolgere il loro lavoro sui territori. Zanda, al termine della capigruppo, ha spiegato che "abbiamo cinque decreti legge e due o tre provvedimenti importanti che devono essere approvati. Per questo abbiamo chiesto che si lavori anche lunedì e venerdì. La richiesta è stata accolta ma verrà discussa la prossima settimana anche per consentire alla commissioni di ultimare il loro lavoro".

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