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pubblicato il 02/dic/2013 13:21

Ricerca: Galan (FI), meno burocrazia e leggi per investimento privati

Ricerca: Galan (FI), meno burocrazia e leggi per investimento privati

(ASCA) - Roma, 2 dic - Diffondere la conoscenza delle attivita' scientifiche italiane, ridurre la burocrazia e modificare le leggi che oggi frenano o impediscono gli investimenti dei privati che potrebbero contribuire a sostenerle: questa in sintesi la ricetta per la ricerca e i Beni culturali di Giancarlo Galan, presidente della Commissione Cultura alla Camera, al rientro dalla sua visita alle basi italiane in Antartide: ''Piu' di tutto mi ha colpito la Base Concordia, in condominio con i francesi, per le ricerche raffinatissime che fanno fare bella figura all'Italia e consentono di partecipare a tavoli internazionali di altissimi rango. Il nostro Paese dovrebbe conoscere meglio le nostre missioni in Antartide e, in generale, dobbiamo far capire agli italiani che senza studiare, senza ricerca, senza innovazione, non si va da nessuna parte e si e' destinati a diventare una nazione in declino''. ''A questi aspetti va dedicata un'attenzione superiore a quanto fatto, e smettiamola di pensare che servono soldi.

Quando le idee sono buone i soldi si trovano sempre. Si possono attirare investimenti stranieri e coinvolgere il privato, che i soldi li ha, ma non va ostacolato. All'estero, in particolare nei Paesi anglosassoni, le Universita' vendono le ricerche che fanno o le fanno su commissione. In Italia invece pare quasi che la presenza dell'industria contamini la purezza della ricerca'', ha aggiunto Galan.

Ultimo punto toccato da Galan, e' la difficolta' nel fare divulgazione scientifica e generare utili per la ricerca anche attraverso operazioni di marketing e vendita di gadget.

''Colpisce il fatto che non ci siano negozi dove si vendono oggetti per finanziare la ricerca o la protezione del patrimonio culturale: non lo si fa per lo spazio o l'Antartide, ma neppure per gli Uffizi o Pompei, perche' c'e' la concezione sbagliata che il privato contamina il pubblico e perche' e' vietato per legge agli enti pubblici di fare attivita' che generano profitto, una situazione frutto della burocrazia e di una follia che ha generato quella legge.

Bisogna cambiare la mentalita'. Io arriverei anche a dare in comodato d'uso, con l'obbligo di metterle a disposizione di tutti, le opere d'arte ora chiuse nei magazzini dei musei''.

gdb/gbt

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