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pubblicato il 21/ott/2013 12:00

Renzi: voglio voti di centrodestra e di Grillo, non è scandalo

Non parliamo solo ai gloriosi reduci del passato

Renzi: voglio voti di centrodestra e di Grillo, non è scandalo

Roma, 21 ott. (askanews) - Matteo Renzi lo ha scritto nero su bianco: voglio i voti del centrodestra e anche di Grillo. Nel documento congressuale con cui si candida alla segreteria del Pd, da oggi pubblicato sul sito del partito, c'è un capoverso che si intitola: "Si vince recuperando consensi in tutte le direzioni: centrodestra, Grillo, astensioni". "Vuoi anche i voti del centrodestra? Sì. E vuoi i vo ti di Grillo? Assolutamente sì. Non è uno scandalo, è logica - spiega il sindaco di Firenze -: se non si ottengono i voti di coloro che non hanno votato il Partito democratico alle precedenti elezioni, si perde. Tra di noi abbiamo spesso dato l'idea di essere interessati a parlare soprattutto a chi c'era già: non basta più, se mai è bastato. Non parliamo solo ai gloriosi reduci di lunghe stagioni del passato. Vogliamo parlare a chi c'era, e coinvolgerlo. Ma anche a chi non c'era, a chi ci sarà, a chi ci potrebbe essere se solo fossimo capaci di generare apertura e di lasciarci ispirati dalla curiosità". Secondo Renzi infatti "il Pd deve accogliere le speranze tradite di chi ha creduto in un progetto - diverso dal nostro, certo - e che poi ha fallito: le speranze delle persone non hanno bollini, non hanno etichette. Hanno bisogno di risposte. Il Pd deve essere spalancato alla curiosità, non rinchiuso nelle proprie certezze. Siamo stati bravi a farci del male. Abbiamo respinto ai seggi persone, uomini e donne che, armati della propria passione, erano usciti di casa per esprimere un voto, una scelta per noi. Abbiamo escluso chi volev a partecipare. Cosa c'è di più sbagliato, se non arroccare un partito? Nel voto, nelle idee. Dobbiamo fare l'esatto contrario, andare casa per casa a convincere, far uscire la nostra ge nte di casa e riportarla a partecipare, a scegliere insieme, a stabilire relazioni, a parlare di politica, a costruire l'idea che il partito ha del mondo. I tanti, non i pochi".

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