martedì 28 febbraio | 09:20
pubblicato il 15/gen/2016 20:57

Renzi va a scontro con Ue: basta ordini, rappresento grande Paese

Ma la battaglia vera è con Berlino: Juncker si è schierato con Merkel

Renzi va a scontro con Ue: basta ordini, rappresento grande Paese

Roma, 15 gen. (askanews) - Lascia passare tutta la giornata Matteo Renzi, affida una risposta ferma ma pacata nei toni al ministro Padoan, ma poi a sera sceglie le telecamere del Tg5 per alzare ulteriormente i toni dello scontro con Bruxelles: "L'Italia non può più essere telecomandata" dalla Commissione, "è finito il tempo in cui si andava col cappello in mano", "non sono uno che si fa intimidire", "guido un grande Paese", "rappresento non solo il mio partito ma tutti gli italiani".

Una strategia che guarda sì a Bruxelles, e alla necessità tante volte ribadita dal premier che l'Ue cambi rotta sulla politica economica, ma che sembra guardare anche agli scenari di politica interna. Con quei richiami al Paese e agli italiani che da un lato, spiegano dal Nazareno, "servono a chiedere unità a tutte le forze politiche"; ma che dall'altro "servono anche a far capire chi veramente è in grado di difendere gli interessi degli italiani, al di là delle urla e degli inviti a 'battere i pugni sul tavolo...". E l'esempio che si fa è quello di Brunetta: "Ha chiesto per due anni che l'Italia alzasse la voce, ora si schiera con Juncker?". Tuttavia, Renzi ci tiene a precisare che la sua non è una posizione anti-europeista, anzi: "Le istituzioni di Bruxelles hanno bisogno di farsi aiutare dai veri europeisti, non di aprire polemiche sterili".

Ma resta il fatto che la scontro tra Roma e Bruxelles è ormai conclamato, perchè - spiega una fonte autorevole del Pd - "Juncker ha scelto di schierarsi con la Merkel. Ha prima politicizzato il merito delle richieste italiane, facendone una questione di socialisti contro popolari, e poi ha scelto di stare dalla parte del più forte". Anche per questo, nella e-news, Renzi ricorda al presidente della Commissione che "è stato eletto in base ad un accordo per flessibilità e investimenti". Ma la vera battaglia è con Berlino: sull'unione bancaria, sulle sanzioni contro Mosca e i gasdotti con la Russia, sul "double standard" nell'applicazione delle regole Ue, sul cambio di politica economica. Fino a poche settimane fa il premier, parlando con i suoi collaboratori, si diceva sicuro che la Merkel sarebbe rimasta isolata, che "anche la Francia l'avrebbe mollata", sancendo così la vittoria della linea italiana. Un calcolo forse prematuro, visto l'attacco di ieri da parte di Moscovici alle richieste di Roma. E vista la scelta fatta da Juncker.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Centrodestra
Zaia a Berlusconi: io candidato premier? E' una manfrina
Centrodestra
Salvini gela Berlusconi: no a Zaia leader e a doppia moneta
Calcio
Renzi: Ranieri tradito dai suoi giocatori, ma tornerà...
Pd
Pd, D'Alema: attacchi Renzi? Non vorrei alimentare ossessioni
Altre sezioni
Salute e Benessere
Malattie rare, Scaccabarozzi: 560 farmaci in sviluppo nel mondo
Motori
L'agricoltura del futuro: Case IH presenta il trattore autonomo
Enogastronomia
Premio Ercole Olivario, in gara 174 etichette da 17 Regioni
Turismo
Boom degli affitti brevi in ambito turistico e non solo (+30%)
Energia e Ambiente
E.ON:Per 6 italiani su 10 ideale per la casa è l'energia solare
Moda
Nuova linea ready-to-wear de La Perla: sensuali giacche corsetto
Scienza e Innovazione
Fisica, Masterclass: 3000 studenti alla scoperta delle particelle
TechnoFun
Google crea strumento intelligenza artificiale anti-trolls
Sistema Trasporti
Da UNRAE protocollo costruttori-scuole per formare autisti hi-tech