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pubblicato il 08/mag/2015 13:17

Renzi: Ue è cambiata in un anno, ma non si applica fino in fondo

Italia non è più malato d'Europa, prenda in mano le istituzioni

Renzi: Ue è cambiata in un anno, ma non si applica fino in fondo

Firenze, 8 mag. (askanews) - "L'Ue è come uno studente bravo ma che non si applica fino in fondo, ci sono margini straordinari ma non riusciamo a coglierli fino in fondo". Lo ha detto il premier Matteo Renzi parlando a Firenze alla conferenza conclusiva di 'The state of the Union'. "In un anno però molto è stato fatto e i problemi che venivano indicati come prioritari - ha aggiunto - sono stati affrontati".

Ma se l'Ue "in un anno è cambiata, ancora non basta", ha esortato Renzi, convinto che "abbiamo bisogno di un'Ue più forte e più capace di cambiare, non possiamo permetterci nè la nostalgia nè lo stare a rincorrere emergenze". "Diamo l'impressione di essere un continente che rincorre le emergenze ma che non ha una strategia, inseguire solo il day by day". "L'Ue è il continente che cresce meno di tutti", pur avendo "margini straordinari", ha aggiunto Renzi, ribadendo che "c'è molto bisogno di Europa nel mondo e l'Ue deve osare di più".

Comunque, ha fatto notare il premier, ad un anno dal Consiglio europeo di giugno in Belgio, "anche per impulso del semestre italiano, vedo un'Europa che discute tranquillamente di stabilità ma che accetta la flessibilità" e che "finalmente si preoccupa" anche di mettere in campo "strumenti per la crescita".

Per Renzi "l'Italia, che non è più il malato dell'Ue, deve prendere per mano le istituzioni europee e animare il dibattito, è questo il suo ruolo. Se vediamo nell'Ue solo burocrazia perdiamo noi, non gli altri. L'Italia è tornata da protagonista nel dibattito europeo, ora l'Ue torni da protagonista nel dibattito mondiale". "Se non ripartiamo dalla vera ragione che ci tiene insieme, ovvero essere l'area del mondo che ossigena gli altri con i propri valori e ideali, come potremo essere credibili e capaci di rispettare la nostra eredità?" ha concluso.

Il premier, poi, si è dichiarato "fiducioso" sugli effetti che produrranno le decisioni prese in sede europea per la gestione degli sbarchi di immigrati. "Ieri - ha detto - mi è arrivato il messaggino dell'ammiraglio De Giorgi in cui mi diceva che era stato individuato il relitto che si era inabissato due settimane fa, provocando decine e forse centinaia di morti. L'evento al termine del quale abbiamo scelto di celebrare il Consiglio europeo straordinario, i cui effetti si vedranno nelle prossime settimane, su questo sono ottimista, fiducioso". Per Renzi, comunque, "il nostro Paese deve essere orgoglioso di quello che fa".

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