venerdì 09 dicembre | 07:47
pubblicato il 08/set/2015 21:57

Renzi tiene duro su riforme: se si tocca art.2 salta tutto

A minoranza Pd: "Possibili altre modifiche, ma siate responsabili"

Renzi tiene duro su riforme: se si tocca art.2 salta tutto

Roma, 8 set. (askanews) - Sull'articolo 2 della riforma costituzionale "c'è stata, piaccia o non piaccia, una doppia lettura, salvo per una preposizione". E ora "se si rimette in discussione la doppia conforme, allora in linea teorica può essere rimessa in discussione anche su altro, e allora si riparte daccapo". Come annunciato, Matteo Renzi non cede sull'elettività del nuovo Senato. E di fronte all'assemblea dei senatori Pd, compresa la pattuglia dei 28 dissidenti, ribadisce la sua disponibilità a discutere di altri punti della riforma, ad esempio "le funzioni" del nuovo Senato, ma non sull'elezione diretta dei senatori.

Il premier e segretario Pd assicura che "non vogliamo il muro contro muro, le cose scritte sui giornali sono profondamente esasperate anche dall'importanza della discussione sulla Costituzione". Anzi, "abbiamo qualche giorno, fino alla fine della settimana ci saranno le audizioni" e "siamo disponibili a ragionare e a discutere", dice rivolgendosi alla minoranza Pd, che è critica sulla riforma. E rispondendo a Bersani aggiunge che "nessuno di noi vuole la disciplina di partito". Il punto è che "ciascuno risponde a se stesso e ai propri elettori" e dunque quello che Renzi chiede ai senatori Pd sono "lealtà" e "responsabilità di fronte a un Paese che sta ripartendo e a un'Europa che guarda all'Italia con più positività". Insiste il premier: "Non diciamo prendere o lasciare, ma non si può scappare di fronte alla nostra storia. Non stiamo dicendo 'questa è la minestra' ma è un lavoro lungo anni, questa riforma è cruciale".E "ci terrei molto a terminare le riforme prima della legge di stabilità per chiudere in Aula anche la questione delle unioni civili".

E per diluire ulteriormente il peso del dissenso, lancia una nuova proposta: proprio perché anche la Camera ha votato l'articolo 2 in questa versione, "su questo punto le modifiche devono essere concordate alla Camera e al Senato". Il premier ha infatti osservato: "Sembra che una parte del partito alla Camera dice una cosa e al Senato dice un'altra. Io mi ricordo le riunioni alla Camera...". E allora, "per evitare il fastidioso equivoco che si tratti di una tattica dilatoria, e non posso pensare che ci sia una tattica dilatoria", la proposta del premier e segretario Pd è quello di concordare tra i gruppi di Camera e Senato eventuali interventi.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Governo
Pontassieve riaccoglie Renzi: "non molli ora, deve andare avanti"
Governo
Mattarella apre consultazioni,l'arbitro silente debutta in campo
Governo
Renzi domani torna a Roma, oggi pranzo dal padre e poi a Messa
Governo
Crisi, Grillo: elezioni subito senza scuse, legge elettorale c'è
Altre sezioni
Salute e Benessere
Orecchie a sventola, clip rivoluziona intervento chirurgico
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni