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pubblicato il 05/dic/2013 12:00

Renzi: sulla riforma elettorale pronto ad allearmi con tutti

Si riparte da Camera,aperti a altri se manca acccordo maggioranza

Renzi: sulla riforma elettorale pronto ad allearmi con tutti

Roma, 5 dic. (askanews) - Il Pd targato Matteo Renzi dovrà lavorare da lunedì per un rapido accordo sulla riforma della legge elettorale all'interno della maggioranza che sostiene il Governo Letta. Ma se questo non sarà trovato rapidamente sarà disponibile a fare alleanze con le opposizioni di sinistra, destra e grilline. Pur di non mandare alle urne il Paese con il sistema elettoarale da ieri in vigore, dopo l'intervento "sorprendente" e "discutibhiole" della Corte Costituzionale che amputando il Porcellum di premio di maggioranza e liste bloccate sostanzialmente ci riporta "a vent'anni fa" prima del referendum Segni, ovvero "un proporzionale puro da prima Repubblica". ù Parola dello stesso Matteo Renzi, candidato favorito ad assumere domenica sera la guida del Pd. Convinto che non la riforma della Giustizia, come ha detto Berlusconi ma la nuova legge elettorale "è già la priorità dell'agenda" politica. "Per rifare le regole - ha affermato Renzi- si deve parlare con tutti. E poi scegliere. Credo che Alfano sia pronto a discutere su tutto. Il dibattito deve iniziare nella maggioranza. Ma se il consenso non si trova, si parla con Grillo, con Sel, con la Lega Nord, con Forza Italia e con i Fratelli d'Italia". Con l'obbiettivo di consegnare agli elettori, turno doppio o unico che sia "un qualsiasi sistema da cui esca uno che vince e uno che perde. E che consenta a chi vince di governare". Per fare piazza pulita del sistema elettorale figlio del Porcellum figlio della decisione della Corte Costituzionale di ieri che Renzi torna a criticare con l'artiglieria pesante. "Dal punto divista giuridico e tecnico - è tornato a protestare Renzi- la trovo sorprendente. Da ex studente di giurisprudenza ho fatto tre esami di costituzionale e il conto non mi torna. E' una sentenza additiva: introduce d'imperio le preferenze. Di più, se si votasse oggi con il Porcellum rimaneggiato, avremmo un proporzionale puro da prima Repubblica. Se vogliono far finire que-sti vent'anni tornando indietro, mi sembra una scelta discutibile" "Mi piacerebbe poter dire - ha proseguito il Sindaco di Firenze- che non cambia niente. Non avevamo bisogno di una sentenza della Consulta per superare il Porcellum. Perché avevamo già deciso di andare a votare con regole diverse. Però dobbiamo dimostrare che ci sono le condizioni politiche per fare una legge nuova che garantisca la governabilità". Ma non, avverte Renzi, quella già abbozzata dai saggi di Quirinale e palazzo Chigi. "No - ha ammonito- serve quella richiesta dalle centinaia di migliaia di cittadini che andranno a votare per le primarie. Se la loro scelta sarà chiara, il Partito democratico, che è la stragrande parte della maggioranza, la legge la farà. Ripartendo dalla Camera perché al Senato c'è l'impasse".

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