giovedì 19 gennaio | 16:56
pubblicato il 19/giu/2015 20:36

Renzi sprinta su riforma scuola: ok rapido o metto la fiducia

Vince partita Cdp con Bassanini.E con Marino "questione di tempo"

Renzi sprinta su riforma scuola: ok rapido o metto la fiducia

Roma, 19 giu. (askanews) - Dopo aver chiarito di essere anche pronto a rinviare riforma e assunzioni, Matteo Renzi rilancia: Il ddl scuola va approvato in tempi rapidi: o ci si riesce perchè tutti dimostrano senso di responsabilità, o ci si riuscirà mettendo la fiducia. I parlamentari riuniti di primo mattino a palazzo Chigi, si sono ritrovati davanti qualcuno di molto simile al "Renzi 1", che non ha esitato a mettere sul tavolo l'arma della fiducia, finora solo fatta intravedere. E allora l'appuntamento è per martedì, quando i relatori (non il governo) presenteranno in commissione Istruzione del Senato un maxiemendamento che comprenderà anche le modifiche da tempo concordate con la minoranza del partito. Poi si vedrà l'atteggiamento delle opposizioni e dei due commissari "pasdaran" del Pd, Corradino Mineo e Walter Tocci.

Se, come sembra probabile, i sub emendamenti saranno comunque una valanga, si sceglierà la via del passaggio in Aula senza mandato al relatore, troncando dunque il lavoro in commissione. Per poi porre appunto la fiducia, già entro la prossima settimana. Perchè il problema, spiega uno dei senatori presenti oggi a Chigi, è solo la commissione: "Lì Mineo e Tocci non cederanno, e sono decisivi". Ma in Aula i numeri sono diversi: "Con la minoranza Pd l'accordo già c'è", assicura il senatore Pd, grazie alle modifiche che saranno apportate con il maxiemendamento. Ma soprattutto "nessuno si prenderà la responsabilità di mettersi contro 100mila assunzioni: finalmente si stanno muovendo anche i precari, e in questi giorni, quando il rischio del rinvio è emerso nella sua concretezza, è partito il 'mailbombing' ai parlamentari per chiedere l'approvazione della riforma", spiegano dal Senato. E ancora di più "nessuno vorrà fare cadere il governo".

Lo stesso Tocci, riferisce un senatore Pd, "ha già fatto sapere che la fiducia la voterebbe, pur con tutte le sue riserve sul provvedimento". Mentre un "soccorso azzurro" potrebbe manifestarsi nella forma di assenze in Aula al momento della chiama da parte di diversi senatori forzisti.

Il piano elaborato in mattinata sembra dunque poter funzionare, a giudizio di chi era a palazzo Chigi. Ma se anche il clima dovesse deteriorarsi al punto da mettere a rischio il governo, la soluzione sarebbe quella minacciata dal premier a Porta a Porta: "Non è che ci andiamo a schiantare contro il muro...", spiega un parlamentare Pd. In quel caso, "riforma nel congelatore, assunzioni addio, ma con i responsabili che saranno chiari a tutti con nome e cognome". Che la situazioni precipiti viene comunque ritenuto improbabile, tanto che nello stato maggiore del Pd si è già fissato l'obiettivo successivo, ovvero l'ok del Senato alla riforma costituzionale entro l'estate: "In questo modo la Camera potrà esaminarla alla ripresa dopo la pausa estiva, per avere la doppia lettura conforme a novembre a palazzo Madama ed entro metà gennaio a Montecitorio". In tempo, assicurano dal governo, per poter svolgere il referendum confermativo in concomitanza con le Regionali della primavera 2016: "Sarà lo stesso Pd a chiederlo immediatamente, bastano cinque presidenti di Regione".

Un decisionismo, quello mostrato sulla scuola, che si aggiunge alla vittoria nel braccio di ferro in corso da tempo con Franco Bassanini: il presidente di Cdp, dopo un lungo colloquio avuto nel pomeriggio, ha dato la sua disponibilità alle dimissioni, accettando al tempo stesso di ricoprire il ruolo di "consigliere speciale" del premier, in primo luogo per la partita della banda larga. Al suo posto, d'intesa con le Fondazioni, arriva Claudio Costamagna, uomo considerato molto vicino ad un altro consigliere del premier, l'ex ad di Luxottica Andrea Guerra. E anche sull'altro fronte caldo del momento, quello di Roma Capitale, continua il pressing su Ignazio Marino che oggi ha annunciato una serie di iniziative sull'amministrazione concreta della città. Ma che questo tentativo possa sortire effetti, nel Pd ci credono in pochi: "E' solo questione di tempo, e di trovare una via d'uscita onorevole e sperabilmente 'politica'. Ma difficilmente Marino potrà andare avanti ora che anche nella sua Giunta si aprono crepe e Sel si sta sfilando".

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