martedì 21 febbraio | 13:52
pubblicato il 25/mar/2015 21:20

Renzi sfida minoranza Pd su Italicum: lunedì conta in direzione

Premier: nuova legge entro Regionali. Sinistra: non basta un voto

Renzi sfida minoranza Pd su Italicum: lunedì conta in direzione

Roma, 25 mar. (askanews) - Che i toni dell'assemblea della minoranza Pd di sabato avessere alzato il livello dello scontro nel partito era evidente, ma nonostante questo nessuno immaginava la durezza con cui Matteo Renzi avrebbe risposto all'iniziativa dell'Acquario di Roma: prima la convocazione della Direzione, "con votazioni al termine"; subito dopo l'annuncio che il Pd chiederà di discutere l'Italicum alla Camera il prima possibile, per approvarlo in via definitiva - e dunque senza modifiche - prima delle Regionali.

Se dunque la minoranza voleva consumare sull'Italicum il redde rationem nel partito, il segretario non si sottrae e anzi gioca d'anticipo. Stracciato il patto non scritto che prevedeva l'esame dell'Italicum solo dopo le Regionali, e conta in Direzione per dimostrare ancora una volta chi ha la maggioranza e decide la rotta. Una mossa che mette in difficoltà la composita minoranza Dem: a partire da chi, come Roberto Speranza, prova a mediare. Ma che in realtà vede la sua carica di capogruppo in discussione: prima la voce fatta circolare ieri di un possibile incarico nel governo, al posto di Maurizio Lupi, che Speranza aveva respinto di prima mattina; poi lo sprint sull'Italicum, su cui pure il presidente dei deputati e esponente di Area Riformista ha chiesto modifiche. E da Area Riformista assicurano: "Se la linea di lunedì in Direzione sarà quella di blindare il testo che arriva dal Senato, voteremo contro".

Ma sull'intenzione di Renzi di non far tornare l'Italicum in Senato non sembrano esserci dubbi. A quello mira l'ultima riga della convocazione della Direzione: "Al termine sono previste votazioni". Ovvero, lunedì si deciderà a maggioranza la linea, e a quella ci si dovrà attenere. E su questo la minoranza prova a fare muro: "La materia costituzionale ed elettorale non si risolve con un voto in Direzione, si è sempre riconosciuto un margine di autonomia e valutazione ai parlamentari", dice il deputato bersaniano Alfredo D'Attorre dopo un breve consulto con Civati e Cuperlo. Rilanciando la proposta avanzata sabato scorso:

"Lunedì formalizzeremo la richiesta di un gruppo di lavoro parlamentare su Italicum e riforme". Del resto, in Direzione la maggioranza renziana è schiacciante ("I numeri sono sempre stati sul filo del rasoio", dice ironico Cuperlo), mentre nei gruppi il peso delle minoranza è più consistente.

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