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pubblicato il 20/mar/2015 20:58

Renzi sceglie interim breve, nodo Grandi opere a Palazzo Chigi

In quel caso difficile Cantone, altrimenti forse Università a Ncd

Renzi sceglie interim breve, nodo Grandi opere a Palazzo Chigi

Roma, 20 mar. (askanews) - L'interim durerà "pochi giorni". Matteo Renzi lo ha voluto precisare oggi a margine del Consiglio europeo, prima ancora di tornare a Roma, secondo alcune fonti di governo anche per rispondere a qualche suggerimento arrivato dal Quirinale. Di sicuro, il premier ha tenuto a precisare che la questione Infrastrutture e Trasporti, aperta con le dimissioni di Maurizio Lupi, verrà discussa proprio con Sergio Mattarella lunedì prossimo, in occasione di un appuntamento "già concordato".

Qualcuno non esclude nemmeno che la soluzione dell'interim possa essere confermata dal colloquio al Quirinale, ma le questioni ancora aperte sono parecchie e la sensazione è quella di un puzzle ancora da comporre: il nodo principale, sembra, è quello della guida delle 'Grandi opere', che a quanto viene riferito Renzi preferirebbe affidare direttamente a Palazzo Chigi, probabilmente a Luca Lotti, che già presiede il Cipe. Nessuna decisione, però, sembra al momento essere stata presa.

Lo scorporo delle Grandi opere dal ministero, spiega uno dei fedeli di Renzi, avrebbe a cascata una serie di altre conseguenze sugli assetti di governo, dal momento che il premier deve comunque 'risarcire' Ncd per il sacrificio di Lupi. Nel Pd, poi, da più parti si chiede un riequilibrio nella compagine governativa e questo potrebbe portare ad un ulteriore spacchettamento del ministero: le Infrastrutture da assegnare a quel punto a un politico Pd e i Trasporti che potrebbero andare a Gaetano Quagliariello. Da questo punto di vista, in casa democratica circola il nome di Debora Serracchiani, che in realtà non sarebbe davvero in corsa dal momento che Renzi non vede bene l'idea di far tornare al voto una regione complicata come il Friuli.

Renzi, però, valuterà con Mattarella anche l'ipotesi di dare "un segnale" sul fronte della lotta anticorruzione, lasciando le Grandi opere alle Infrastrutture e affidando il ministero ad una figura come Raffaele Cantone. Meno probabile, secondo un parlamentare renziano, che il ministero possa toccare a Nicola Gratteri, voce pure circolata in queste ore.

Lo scoporo di Trasporti e Infrastrutture, però, non sembra affatto scontato. Un altro schema vorrebbe Graziano Delrio nuovo titolare del dicastero con le stesse competenze di oggi, mentre a Ncd toccherebbero gli Affari regionali, arricchiti dalla delega ai fondi Fas, dossier attualmente proprio nelle mani di Delrio. Altra soluzione per soddisfare le richieste di Ncd potrebbe essere invece la divisione del Miur, affidando l'Università al partito di Alfano.

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