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pubblicato il 30/mar/2015 11:24

Renzi riunisce direzione su Italicum, minoranza Pd: no alla conta

Bersaniani: modifica unitaria Pd concordata, poi blindati a Senato

Renzi riunisce direzione su Italicum, minoranza Pd: no alla conta

Roma, 30 mar. (askanews) - La minoranza Pd porterà oggi in direzione le sue proposte di modifica dell'Italicum chiedendo che si apra un tavolo di confronto per una proposta unitaria del Pd di nuova modifica alla Camera della riforma elettorale, da rinviare cambiata al Senato. Di contro Matteo Renzi ha convocato nel pomeriggio il massimo organismo decisionale dei democratici per chiedere e ottenere il via libera ad approvare definitivamente a Montecitorio l'Italicum l'ultima settimana di Aprile, nella terza formulazione uscita da palazzo Madama a gennaio negli ultimi giorni di vita del patto del Nazareno. Un mandato a blindare e chiudere subito sulla legge elettorale, che pure non può entrare in vigore prima del 2016, che Renzi vuole suggellare con un voto della direzione dove conta su una maggioranza schiacciante, a differenza dei rapporti di forza nei gruppi parlamentari. L'appuntamento, trasmesso in diretta streaming dal sito del Pd, è per le 16 al Nazareno.

"Ci presenteremo - ha anticipato stamani Alfredo D'Attore che nella segreteria Bersani era responsabile per le riforme e che ora è fra i portavoce della minoranza bersaniana del Pd- parteciperemo alla discussione, il timore è che possa risolversi nella solita esibizione muscolare ad uso streaming, che eluda i problemi di merito e si risolva con una conta. Il metodo da utilizzare è semplicissimo un tavolo di lavoro con tutti i soggetti impegnati sul tema, per definire un ristretto pacchetto di modifiche. Dopodiché ci si impegna, con tutto il Pd unito, a fare in modo che la legge elettorale che esce dalla Camera non venga più toccata al Senato e la riforma costituzionale che si modifica al Senato, non subisca più nessuna ulteriore modifica nel suo iter L'unico risultato sarebbe quello di spostare il vero confronto in Parlamento. Siamo di fronte a una riforma dell'assetto della democrazia italiana, sono argomenti di valenza costituzionale, questioni che non si risolvono con richiami alla disciplina interna. Inoltre, bisogna avere chiaro il senso della distinzione tra comandare e dirigere".

Quanto al merito delle richieste di modifica della minoranza Pd, "l'obiettivo di fondo - ha sottolineato D'Attorre- è quello di restituire il più possibile la scelta ai cittadini e questo si può fare in vari modi: o con le preferenze o con il collegio uninominale. Io ho già pronti degli emendamenti che potrebbero essere inseriti sull'impianto dell'Italicum. Non si può dire di no sia ai collegi uninominali che alle preferenze".

La richiesta di confronto, modifiche e collaborazione al premier-segretario è dunque chiara. E, almeno a parole, non trattabile. "Renzi - ha ammonito D'Attorre- è stato eletto segretario per dirigere il partito, non per comandare senza ascoltare nessuna opinione, anche quando le opinioni sono piene di buon senso. Stiamo chiedendo delle modifiche alla legge elettorale e alla riforma costituzionale che, finché c'era il patto del Nazareno, ci si diceva di no perché c'era il veto di Berlusconi, ma ora non si capisce perché dovremmo lasciare intatte quelle riforme".

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