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pubblicato il 26/gen/2015 14:45

Renzi rassicura Pd: per il Colle non fedeltà ma responsabilità

Il premier ribadisce: la votazione decisiva sabato mattina

Renzi rassicura Pd: per il Colle non fedeltà ma responsabilità

Roma, 26 gen. (askanews) - E' un Matteo Renzi in versione buonista quello che viene raccontato da chi ha partecipato alle riunioni di questa mattina, prima con i deputati Pd e poi con i senatori democratici. Il premier, raccontano, non ha lanciato avvertimenti ai potenziali franchi tiratori, non ha usato richiami alla disciplina e, addirittura, ha detto di voler difedere "il diritto al dissenso". La vicenda del 2013, del resto, brucia ancora, una "figuraccia", per Renzi, che il Pd non deve ripetere e non ripeterà. Anche per questo il premier ha detto che non presenterà rose di candidati ma un'unica opzione per "non lasciare ad altri interlocutori la scelta". L'obiettivo, ha ribadito, è quello di arrivare ad eleggere il presidente alla "quarta votazione, quella decisiva, sabato mattina".

Era assente Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi e Gianni Cuperlo c'erano ma non hanno parlato, Stefano Fassina viene descritto in versione soft ("Va ricercata l'unità del Pd"), Cesare Damiano ha chiesto un candidato "non tecnico, un politico del Pd", il prodiano Franco Monaco ha suggerito "una rosa, come fece Moro" e tra i pochi interventi un po' polemici viene segnalato quello del bersaniano Davide Zoggia, che ha richiamato la vicenda dei 101 franchi tiratori che affossarono la candidatura di Romano Prodi.

Nomi, ovviamente, non ne sono stati fatti, e del resto nessuno se li aspettava. Il punto di questa mattina è stato tutto politico, Renzi ha voluto rassicurare che il nome sarà "autorevole, di esperienza", con un "profilo internazionale" e "sarà fatto dal Pd". Soprattutto, appunto, ha voluto sdrammatizzare le tensioni: "Non faccio l'elogio del franco tiratore ma - vi stupirò - difendo il diritto di dissenso su presidente della Repubblica. Non vi chiedo di essere fedeli, ma responsabili, chi non è d'accordo sulla scelta lo dica apertamente, non ci si rifugi nel voto segreto". Anna Maria Carloni ha provato a chiedere un candidato donna per il Colle, ma Renzi, raccontano, si è limitato a rispondere che questo è un requisito "non dirimente" e che sul tema della parità uomo-donna nelle istituzioni lui "sta facendo tutto quello che può".

Alla vigilia del colloquio con le altre forze politiche, il premier ha voluto soprattutto rassicurare il suo partito, spiegare che tutti saranno coinvolti: "Occorre utilizzare la tecnica dell'ascolto". Quindi, il richiamo alla responsabilità: "Il Parlamento deve ridare credibilità alla politica e alle istituzioni. Serve l'unità del Pd, non si fa il presidente della Repubblica 'contro' nessuno. Neppure contro il Nazareno".

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