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pubblicato il 15/mar/2014 12:00

Renzi: quando racconto a Merkel e Ue cosa facciamo restano basiti

Minoranza Pd ora più morbida. Revisione deficit non necessaria

Renzi: quando racconto a Merkel e Ue cosa facciamo restano basiti

Roma, 15 mar. (askanews) - "In Europa vogliono le riforme. Per noi sono fondamentali. Sono fondamentali per impostare un nuovo rapporto con l'Unione europea". Alla vigilia di un viaggio a Parigi, Berlino e Bruxelles, il presidente del consiglio Matteo Renzi, in un colloquio con Repubblica, afferma: "Quando racconto alla Merkel e agli altri partner europei tutto quello che stiamo facendo restano basiti. Davvero sono colpiti. E anche se si prende in considerazione solo il lavoro, l'impatto di quella riforma è molto più di quello che si pensi". Renzi commenta così le critiche interne di questi giorni alle coperture delle misure proposte dal suo Governo: "Adesso è passato il concetto che si è fatta una cosa seria. E anche la minoranza del Pd ha assunto una linea più morbida". Nel merito, Renzi rassicurerà Bruxelles circa il fatto che l'Italia non compirà nessuna violazione dei patti, nessun sacrificio del fiscal compact, e anche la revisione del deficit, ipotizzato dal consiglio dei ministri di mercoledì scorso e bisognoso, per l'approvazione, di un passaggio parlamentare legato al Def, potrebbe non essere necessario: "I nostri margini di manovra fiscale sono piuttosto ampi, doppi rispetto a quel che ci serve. E bisogna considerare che il primo step del cuneo fiscale - perché si tratta solo del primo step - nel 2014 avrà un costo che si aggira sui 6,6 miliardi". Se si aggiungono i tre miliardi previsti dalla spending review, la riduzione dei tassi e l'accordo fiscale con la Svizzera, non è escluso, è il ragionamento riportato da Repubblica, che la cifra si possa raggiungere senza altre misure. Anche perché, spiega il premier, sfogliando l'elenco dei "tagli" consegnati dal commissario Cottarelli, di "sforbiciate" se ne potrebbero fare molte di più e superare la soglia dei tre miliardi. "Ma sui tagli decido io, la responsabilità della selezione e della quantita appartiene al Governo". Per ora, si parla di dirigenti pubblici, difesa ("l'esercito italiano costa il doppio di quello israeliano"), ma non le pensioni.

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