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pubblicato il 24/nov/2014 15:50

Renzi: Pd vince, altri no. E accetta la sfida della Lega

Per il premier astensionismo secondario. Grillo: non colpisce M5s

Renzi: Pd vince, altri no. E accetta la sfida della Lega

Roma, 24 nov. (askanews) - Fin dal primo mattino la minoranza Pd, ma non solo, scalpita: il crollo dell'affluenza alle urne in Emilia Romagna e Calabria è un problema serissimo. Per il Pd. No a "consolazioni autolesioniste" avverte Stefano Fassina, "guai a sottovalutare il crollo" aggiunge Vannino Chiti, subito una riflessione "con urgenza e verità" chiede Sandra Zampa. A tutti risponde, da Vienna, il premier Matteo Renzi: il Pd "ha vinto" (Stefano Bonaccini si afferma in Emilia Romagna con il 49%, Mario Oliverio in Calabria con il 61,5%), tutto il resto può certo "preoccupare" ma è un "fatto secondario". Punto.

L'altro fronte aperto è dentro il centrodestra: la Lega dilaga, Raffaele Fitto bolla come "drammatico" il risultato di Forza Italia e chiede l'azzeramento delle cariche. Ncd mette paletti: mai con il Carroccio che è diventato "estrema destra".

Renzi, intanto, attacca. "In otto mesi il mio partito ha vinto cinque a zero, oggi qualsiasi persona normale sarebbe felice": anche se hanno votano solo 4 su 10 Emilia Romagna e Calabria, con Stefano Bonaccini e Marco Oliverio, sono nelle mani del centrosinistra. Come è già accaduto a Sardegna, Piemonte ed Abruzzo. E stilettata ai profeti dello sciopero generale del 12 dicembre: "Le forze politiche che hanno contestato le riforme - aggiunge - possono vedere i risultati che hanno ottenuto". Tocca al vice segretario Lorenzo Guerini assicurare a chi chiede nel partito una riflessione che "nelle prossime settimane" uno spazio per questo ci sarà, ma l'astensionismo "è un problema di tutta la politica".

E poi c'è la Lega. Il Carroccio in Emilia Romagna doppia letteralmente Forza Italia e porta a casa il 29,8% dei consensi. Per dirla con un tweet di Renzi: "La Lega asfalta Fi e Grillo". Matteo Salvini è il vero competitor per il Pd? "Se loro stanno arrivando li aspetteremo" minimizza il segretario dem. Ma Matteo Salvini invece di "stappare spumante" e "gongolare come fa il premier" lancia la sfida: "Renzi vuole il voto in primavera, noi siamo pronti", "vogliamo proporre un progetto alternativo al renzismo" in una coalizione di centrodestra "compatta, che per ovvi motivi non può comprendere Alfano" ma Silvio Berlusconi non deve "soccorrere" Renzi.

Il problema astensione è oggettivo. In Emilia Romagna la partecipazione cala a picco: vota solo il 37,6% degli elettori contro il 68% delle ultime regionali. In Calabria l'affluenza alle urne arriva al 44%, in un trend comunque pesantemente negativo rispetto al passato quando andò alle urne il 59% dei calabresi.

L'argomento dà spunto sia alle varie anime della maggioranza - vedi le fibrillazioni nel Pd - sia all'opposizione per criticare il governo. Se la minoranza Pd, con Fassina, 'legge' la disaffezione alle urne come una bocciatura della politica economica e del lavoro, Jobs Act in primis, del governo Renzi anche Forza Italia è caustica. Il capogruppo alla Camera Renato Brunetta rispolvera un tormentone: "Stai sereno, Matteo. Stai sereno. Contento tu...". Si fa sentire anche il segretario della Fiom Maurizio Landini: Renzi sbaglia a parlare di vittoria perchè ha votato una "assoluta minoranza" ed "è come se noi proclamassimo degli scioperi e non scioperasse nessuno".

Ma nel centrodestra, oltre al risultato deludente di Forza Italia e alle critiche a voce alta di Fitto, si registra una nuova divisione: Lega e Ncd sono conclamatamente ai ferri corti. "L'idea di allearmi con Alfano non mi sfiora neanche lontanamente. Non sono nemico di nessuno ma se vuoi costruire l'alternativa a Renzi non ci governi assieme" osserva Salvini, prontamente ricambiato da tutto il Nuovo centrodestra.

Infine il Movimento cinque stelle. Per Beppe Grillo alle Regionali ha "perso la democrazia" ma "l'astensionismo non ha colpito M5S". Almeno in Emilia Romagna. Convinzione non condivisa da tutti nel Movimento, a cominciare dalla deputata emiliana Maria Edera Spadoni che si chiede "com'è che il M5S non è riuscito a rappresentare un'alternativa per quel 60 (sessanta!) per cento che non è andato a votare? Mancanza di presenze in tv? Mala informazione? Disinteresse?".

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