venerdì 24 febbraio | 23:23
pubblicato il 17/apr/2015 21:16

##Renzi offre dialogo su riforma Senato, "ma non è scambio"

Minoranza scettica, ma i moderati: vediamo cosa intende

##Renzi offre dialogo su riforma Senato, "ma non è scambio"

Roma, 17 apr. (askanews) - Un'apertura, certamente, ma non uno "scambio". Matteo Renzi usa un colloquio con Repubblica per rilanciare la propria disponibilità a correggere qualche punto della riforma del Senato ma in mattinata è poi costretto a precisare che non si tratta di una proposta di "scambio" con la legge elettorale. Dagli Usa, dove è in visita, Renzi chiarisce che l'Italicum verrà votato così com'è, comunque, e "nessuno può bloccare le riforme, anche se in Italia c'è chi vorrebbe tutte le volte ripartire da zero". Pero un segnale alla minoranza, o almeno alla parte più dialogante di essa, il premier voleva darlo ed è, come spiegano fonti vicine a Renzi, che "sulla riforma costituzionale si va avanti, con un confronto parlamentare di merito". Ovviamente, "senza nessuno scambio o concessione". Ovvero, come spiega Luca Lotti, non tornando ad un Senato elettivo come sembrava dalla lettura del colloquio su Repubblica: "La vedo molto dura".

Come spiega un parlamentare renziano, "c'è spazio per andare incontro ad alcune delle osservazioni della minoranza, e non solo, sulla composizione del Senato. La riforma dice che il Senato sarà composto da consiglieri regionali, ma sarà una legge a definire il meccanismo con cui verranno scelti. Insomma, c'è uno spazio per confrontarsi e Renzi, nel suo discorso, voleva solo dire che non è mai stato pregiudizialmente contrario al Senato elettivo". Insomma, secondo questa interpretazione Renzi avrebbe voluto mandare il segnale che, fermo restando l'impianto del ddl Boschi, c'è la possibilità di apportare delle correzioni che tengano conto delle richieste di ristabilire un collegamento tra senatori ed elettori.

La minoranza, per ora, resta in attesa di capire meglio. I 'duri', come Alfredo D'Attorre e Pippo Civati, in realtà hanno già di fatto bocciato il confronto proposto da Renzi: "Il mio voto sulla riforma elettorale non cambia", dice Civati. "Non la voterò. Poi quando ci sarà da cambiare il Senato, se mai succederà, sosterrò la riforma della riforma". E D'Attorre: "La proposta di Renzi significa prendere tutto il lavoro fatto quest'anno e metterlo nel cestino per ripartire da capo. Questa mossa mi sembra abbastanza estemporanea e conferma il mio sospetto ovvero che Renzi voglia l'Italicum e lasci la riforma costituzionale al suo destino". Altri, l'ala più dialogante, restano in silenzio in attesa di capire meglio.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Centrosinistra
D'Alema: con Orlando segretario Pd si riaprirebbe dialogo
Ncd
Alfano: i moderati tornino uniti contro il populismo
Governo
Guerini: assurdo legare data primarie Pd a elezioni politiche
Campidoglio
Grillo: forza Virginia, giornalisti rispettino privacy Raggi
Altre sezioni
Salute e Benessere
Fibrosi polmonare idiopatica, al Gemelli seminario internazionale
Motori
L'agricoltura del futuro: Case IH presenta il trattore autonomo
Enogastronomia
Ricerca Gfk: l'identikit dei nuovi consumatori al supermercato
Turismo
Boom degli affitti brevi in ambito turistico e non solo (+30%)
Energia e Ambiente
Progetto Life-Nereide: asfalto silenzioso da materiale riciclato
Moda
Nuova linea ready-to-wear de La Perla: sensuali giacche corsetto
Scienza e Innovazione
Esa, Vega: nel 2018 opportunità di volo per minisatelliti multipli
TechnoFun
Google crea strumento intelligenza artificiale anti-trolls
Sistema Trasporti
Da UNRAE protocollo costruttori-scuole per formare autisti hi-tech