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pubblicato il 08/apr/2014 12:00

Renzi: no aumento deficit, paghino banche per giustizia sociale

"Saremo più forti in Europa per cambiare le regole"

Renzi: no aumento deficit, paghino banche per giustizia sociale

Roma, 8 apr. (askanews) - A palazzo Chigi ne parlavano già da qualche giorno, e alla fine la versione definitiva del Def sancisce la nuova linea di Matteo Renzi: niente utilizzo dei margini di deficit per coprire il taglio dell'Irpef, le coperture arrivano tutte dalla spending review e - a sorpresa - da un aumento della tassazione sulle banche per la ricapitalizzazione delle quote di Banca d'Italia. Una decisione che, parlando con i suoi, il premier spiega così: Da un lato rafforziamo la nostra immagine in Europa di un governo che mantiene gli impegni, dall'altro lato facciamo un'operazione di giustizia sociale, perchè dopo i sacrifici chiesti ai cittadini è giusto che la politica faccia la sua parte ma è giusto che la facciano anche la banche. Una decisione, assicurano sia dallo staff del premier che da quello del ministro del'Economia, è stata condivisa da Renzi e Pier Carlo Padoan. Fonti del Mef spiegano infatti che "per cambiare l'Europa serve una posizione forte, dobbiamo essere tra i migliori. E poi a quel punto possiamo chiedere di cambiare le regole non perchè ne abbiamo bisogno, ma perchè è giusto farlo". E dunque, "c'era la possibilità di coprire il taglio Irpef in altri modi, senza usare il 'bazooka' dell'aumento del deficit, e insieme al premier si è valutato che reperire le coperture tutte nell'ambito nazionale era la soluzione che presentava i maggiori vantaggi". Una spiegazione confermata a palazzo Chigi: "Nel suo giro europeo, Renzi ha detto e ridetto che rispetteremo i vincoli europei, e questo è un ulteriore segnale che vogliamo arivare al semestre europeo con tutte le carte in regola". E a quel punto, spiegano fonti parlamentari vicine al premier, magari rinegoziare il fiscal compact: "Non è un trattato, ma un accordo sottoscritto da 24 Stati. I quali possono anche mettersi d'accordo per rivederlo...". Una strada che per ora a palazzo Chigi non confermano: "Intanto noi facciamo i compiti a casa, poi tutti insieme ragioneremo su come cambiare la Ue".

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