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pubblicato il 04/gen/2016 09:19

Renzi: nessuna polemica con Merkel e Juncker, troveremo soluzioni

"Smettiamo di pensare a un'Italia sempre col cappello in mano"

Renzi: nessuna polemica con Merkel e Juncker, troveremo soluzioni

Roma, 4 gen. (askanews) - L'Italia ha fatto le riforme, non infrange le regole europee ma esige rispetto. E' questo il succo della posizione espressa da Matteo Renzi in una intervista alla Stampa di Torino. Rispondendo a una domanda sulle recenti polemiche con i vertici politici e istituzionali dell'Unione europea, il presidente del Consiglio ha affermato: "E' sbagliato chiamarli contenziosi. Ho un ottimo rapporto con Juncker, che sarà qui a febbraio. E Angela Merkel volle conoscermi quando ero ancora sindaco di Firenze. Non ci sono contenziosi o problemi personali: ci sono solo questioni politiche e di regole che, come è giusto che sia, devono valere o per tutti o per nessuno".

"L'Italia - ha sottolineato il premier - ha avuto per anni problemi con l'Europa: direi dai tempi del rispetto dei parametri di Maastricht per entrare nell'euro, passaggio rispetto al quale Prodi e l'Ulivo fecero un lavoro gigantesco. Oggi, però, non è più così: l'Italia è tornata e mantiene gli impegni, anche se qualcuno non si è ancora liberato dell'ansia italica dei compiti da fare a casa. Noi non vogliamo venir meno alle regole che ci siamo dati: chiediamo solo il rispetto di quelle regole. E bisogna smetterla di pensare a un'Italia sempre con il cappello in mano".

"Nessuna polemica - ha precisato ancora Renzi - tra me e Angela. Io ho solo fatto delle domande: per esempio, se i gasdotti vanno bene quando sono fatti nell'Europa del Nord e meno bene quando si ipotizza di farli al Sud. Oppure se la flessibilità possono praticarla alcuni Paesi mentre altri no. Ma vedrà che - come sempre e nell'interesse di tutti - troveremo buone soluzioni...". All'intervistatore che gli ha domandato se non tema "vendette" europee, ad esempio sul caso dell'Ilva di Taranto, il premier ha replicato: "Vendette? Non credo alle vendette. E a certo provincialismo nostrano, anzi, dico: basta considerare l'Europa una nemica o una maestrina. Porre le questioni con chiarezza è utile a noi e all'Europa stessa. Poi, che qualcuno amerebbe veder chiudere Taranto è cosa nota: ma non lo accetteremo".

Secondo Renzi "per l'Italia è finito il tempo della paura: rispetto per tutti ma paura di nessuno. E diciamo una parola chiara sulla Germania: su alcune cose abbiamo da imparare, da copiare. Ma quel che non mi piace, qui da noi, è una certa subalternità psicologica che ormai - ha concluso - trovo surreale".

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