lunedì 16 gennaio | 21:13
pubblicato il 24/ott/2014 20:59

Renzi minimizza Cgil, ma è sfida col Pd di lotta e di governo

Bindi, Epifani, Fassina con Camusso. Bersani e D'Alema a casa

Renzi minimizza Cgil, ma è sfida col Pd di lotta e di governo

Roma, 24 ott. (askanews) - Matteo Renzi assicura "rispetto" per la Cgil ma, con l'aria candida, rifila un paio di stoccate niente male alla manifestazione di domani a San Giovanni: "Non mettiamola in contrapposizione con la Leopolda, che non è un luogo dove si protesta ma dove si propone..."; e poi, "ascoltiamo quel milione che sarà in piazza, e gli altri sessanta milioni che resteranno a casa". Sempre, ovviamente, con "assoluto rispetto", fino all'assicurazione finale: "E' finito il tempo in cui una manifestazione di piazza può bloccare il governo, il paese. Noi non molliamo di un centimetro e porteremo questo paese dove merita". Parole che non piaceranno a quel pezzo di Pd 'di lotta e di governo' che domani sfilerà con la Camusso, non senza essere consapevole della "contraddizione", per dirla con Sergio Cofferati, di marciare insieme a chi contesta Renzi sapendo che poi in Parlamento a quello stesso Renzi bisogna votare la fiducia.

Ci saranno Rosy Bindi, Guglielmo Epifani, Stefano Fassina, Cesare Damiano, Miguel Gotor, Sergio Cofferati e tanti altri, domani, con la Cgil. Non ci saranno, però, Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema. Tutti hanno sentito in questi giorni il bisogno di chiarire la propria posizione con documenti o dichiarazioni: i bersaniani hanno diffuso un testo in cui, annunciando la loro adesione, precisano che "le critiche all'azione della politica economica del governo non possono non tener conto dei limiti oggettivi in cui si deve muovere la Legge di Stabilità, né sottovalutare lo sforzo fatto per ridurre il prelievo fiscale sui lavoratori e per ridurre il cuneo fiscale e contributivo sull'occupazione". Sinistra dem di Gianni Cuperlo, invece, l'ha argomentata così: "Ci saremo per costruire un ponte tra quella piazza e altri luoghi e milioni di persone che condividono ansie e speranze di sicurezza, giustizia, benessere. Ci saremo per spingere Governo e Parlamento a correggere e migliorare Jobs Act e legge di stabilità".

Chi invece non prova alcun imbarazzo è tutta l'area a sinistra del Pd, da Nichi Vendola a Paolo Ferrero, che infatti coglie l'occasione per chiedere di più, uno "sciopero generale" contro il governo. Musica, per le orecchie di Renzi, che infatti non perde l'occasione: "E' chiaro che si sta caricando di grandi significati politici, non mi stupisce che Vendola cerchi di annunciare lui lo sciopero generale, come se ormai la conduzione di questa manifestazione non sia sindacale ma politica. Questa è la dimostrazione più evidente che quella piazza si caratterizza per essere di protesta sindacale ma anche contro di me e il mio governo. E io rispetto chi non la pensa come me". Un modo per mettere ancora più in imbarazzo il Pd di lotta e di governo, per dire: sarete in piazza con chi è contro il governo, fate un po' voi.

Adm

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