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pubblicato il 08/giu/2015 20:32

Renzi: Italia non è più problema del G7, con Obama per la crescita

"Partita nuova, vogliamo segnare". Ma distanze con Usa su Russia

Renzi: Italia non è più problema del G7, con Obama per la crescita

Elmau, 8 giu. (askanews) - Finita la partita dell'austerity, "oggi si gioca una partita nuova" sul terreno della crescita: e l'Italia da Cenerentola del G7 si propone ora nel ruolo di centravanti: "Vogliamo segnare anche qualche goal". Matteo Renzi tocca le corde dell'orgoglio nazionale per rivendicare che "la battaglia italiana" di uno sguardo centrato su investimenti e ripresa invece che su rigore e tagli è stata vinta anche sul campo di gioco dei leader mondiali. E nella nuova partita il premier "ingaggia" come partner Barack Obama, arrivando a rivelare "qualche tensione" al tavolo del castello di Elmau, sulle Alpi bavaresi, proprio sui temi economici: "Ma con alleanze del tutto trasversali questa volta, perchè noi eravamo decisamente sulla linea americana, diversamente da altri Paesi europei". Ovvero, anche se per cortesia non la cita, anche la padrona di casa Angela Merkel. Alla quale però ieri aveva offerto una posizione molto dura sulla Grecia.

Ma quello che più sta a cuore sottolineare al premier è che "l'Italia non è più il malato d'Europa", nè "il problema del G7". Anzi: "L'Italia sta in questo consesso come grande Paese" ed è arrivato il momento di "fare uno sforzo in più per dare un'indicazione all'Europa" sulla direzione da prendere. Anche perché "se finalmente cambia il paradigma dell'Europa, si smette di pensare che il nostro futuro sia solo austerità e bilancio, ma torniamo a investire sulla crescita, questo cambierà la vita di molti italiani".

Una chiave di lettura che Renzi gioca anche ad uso interno, attaccando quella "parte della classe dirigente" che vorrebbe confinare l'Italia come "enclave di paura e rassegnazione. Per anni ha giocato a fare quella piccolina, in un angolo, a cui viene detto cosa fare", per colpa di una "subalternità psicologica". L'esempio è "la polemica ridicola" sull'accoglienza in Baviera con le note di 'Azzurro': "Preferivano Toto Cutugno a Paolo Conte?", ironizza Renzi.

L'Italia invece, è il refrain del premier, "è una grande potenza mondiale e tale viene considerata". E in queste settimane "può giocare un ruolo importante", grazie all'Expo di Milano che vedrà sfilare in visita nei prossimi giorni prima Putin, poi Cameron e Hollande, fino a Michelle Obama: "Per noi si apre adesso una fase molto interessante di politica internazionale, con un mese di giugno molto intenso, che affronteremo con la consapevolezza che il nostro Paese può svolgere un ruolo molto importante e significativo".

Ma proprio sul rapporto con la Russia va invece registrata una differenziazione tra la posizione italiana e quella degli altri Paesi, in particolare degli Usa. Mentre Obama in conferenza stampa evocava lo spettro dell'impero sovietico, Renzi rinviava al Consiglio europeo del 25 giugno ogni discussione sul rafforzamento delle sanzioni alla Russia. Il premier nega tensioni in materia, ma insiste sulla necessità di "reingaggiare la Russia al tavolo internazionale per tante partite in cui la Russia può giocare un ruolo fondamentale", un obiettivo che Renzi assicura essere "comune e condiviso anche dagli Usa". Certo, "solo con il rispetto degli accordi di Minsk" che "restano la nostra bussola".

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