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pubblicato il 17/set/2016 17:36

Renzi insiste: Italia non è foglia di fico dell'incapacità Ue

Il giorno dopo Bratislava: risposte concrete entro il vertice di marzo 2017

Renzi insiste: Italia non è foglia di fico dell'incapacità Ue

Firenze, 17 set. (askanews) - Assicura di non aver "litigato" nè "tirato il cappello per aria" nè, evidentemente, sbattuto la porta, ma certo così "non si può andare avanti" e "l'Italia non è la foglia di fico dei problemi degli altri". Così non va, insomma, Ue. Il giorno dopo il vertice europeo di Bratislava Matteo Renzi è tornato tra selfie e battute ("oh quanto tu sei ingrassato Matteino? Icchè ti danno da mangiare a Roma?" lo accoglie in piazza della Signoria una signora) a Firenze, nella città che ha amministrato da sindaco, e l'eco delle questioni europee e della delusione per quel documento "all'acqua di rose" firmato nella capitale slovacca è ancora forte.

Il presidente del Consiglio prima ha fatto una breve visita alla Fortezza da Basso dove è in corso la V conferenza sulla disabilità - e promesso un aumento, anche se lieve, del fondo per la non autosufficienza e l'inserimento in legge di stabilità di 100 milioni per nuovi mezzi alle forze dell'ordine - e poi è stato intervistato nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio al Wired Next Fest. Ha parlato di innovazione, dei social che sono "meravigliosi ma a volte anche una fogna", dell'intuizione del Movimento cinque stelle sulle potenzialità della Rete. Ma a questa idea "straordinaria" - ha sostenuto - non è corrisposta la "trasparenza della comunità". Insomma se "dici sempre lo streaming poi lo devi fare anche quando hai un sindaco in difficoltà".

Ma è soprattutto l'Europa e i suoi problemi irrisolti a tornare nel ragionamento del premier. Che, anche in una intervista all'emittente fiorentina Rtv 38, non è stato tenero verso le "timidezze e le incapacità europee" che rischiano di "far esplodere" la questione dell'immigrazione. Inutile "fare sceneggiate" e "scenografie che non servono a nulla" dicendo "l'Europa, l'Europa" se poi il vertice di Bratislava "non è un passo avanti rispetto a Ventotene", "se non si parla di Africa". "Sull'immigrazione - ha spiegato Renzi - non si può continuare così, che nessuno fa niente in Africa, centinaia di migliaia di persone partono e il cerino viene lasciato in mano all'Italia", "o gestiamo la questione insieme o ce lo dite e facciamo da soli".

Il messaggio - principalmente diretto a Francia e Germania con cui si sono registrate distanze di posizioni - è inequivocabile e ha una scadenza: i prossimi sei mesi. "Visto che ci siamo presi l'impegno del vertice di Roma nel marzo del 2017, io davanti ai miei connazionali la figuraccia non la faccio - ha attaccato il premier -. O portano risultati concreti o amici come prima". Il premier ha criticato l'opposizione, Forza Italia in testa, secondo la quale a fare "la sceneggiata" è proprio Renzi perchè, dice il senatore azzurro Lucio Malan, "pensa gli faccia gioco a fini referendari". Lui, intanto, ha ribadito di essere convinto della vittoria del sì al referendum sulla riforma costituzionale e ha punzecchiato: a "raccontare inesattezze" sono quelli che "hanno una poltrona a Roma e paura" di perderla.

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