mercoledì 18 gennaio | 19:44
pubblicato il 01/ott/2015 17:35

Renzi incassa sì Senato art.1 riforme, opposizioni contro Grasso

Canguro Cociancich stronca altri emendamenti.Maggioranza e verdiniani compatti, fronte sì a a quota 172

Renzi incassa sì Senato art.1 riforme, opposizioni contro Grasso

Roma, 1 ott. (askanews) - Maggioranza e governo hanno incassato oggi l'approvazione dell'art.1 del ddl sulle riforme costituzionali, dopo che l'assemblea di palazzo Madama aveva dato il via libera all'emendamento firmato dal senatore Pd, Roberto Cociancich che consentiva di calare la scure su tutte le proposte di modifica successive, portando direttamente al voto dell'intero articolo. Si tratta di un emendamento nella sostanza identico a quello a prima firma Finocchiaro che ha sancito l'intesa all'interno del Pd e nella maggioranza, ma che per la sua particolare formulazione ha consentito in più l'introduzione della tecnica del "canguro", sia pure nella versione mini, valida cioè solo per il primo articolo.

Dopo le burrasche di ieri, stamani le acque pur intorbidite ancora dalle polemiche sono state molto più calme nell'agone politico-parlamentare impegnato nel tema delle riforme. Il presidente del Senato Grasso ha dovuto fare i conti con la frustrazione delle opposizioni che hanno tentato in ogni modo di opporre al mini canguro della maggioranza altre iniziative volte a sovvertire gli effetti del Cociancich, senza però giungere a sintesi. Grasso dal canto suo non ha dato sponda alle argomentazioni regolamentari cui si sono appigliati di volta in volta i senatori Vito Crimi del Movimento 5 Stelle, Giacomo Caliendo di Fouota 172rza Italia, Cinzia Bonfrisco dei Conservatori e riformisti, Lorendana De Petris di Sel, senza contare la Lega Nord. E ha ignorato anche le ripetute richieste di convocazione di una giunta per il regolamento (dove i voti di maggioranza e opposizione sono in sostanziale equilibrio), per discutere sui criteri di ammissibilità degli emendamenti. Alla fine ha dovuto incassare le critiche anche pesanti delle opposizioni, che pure hanno sempre tenuto a distinguere il ruolo di Grasso da quello della maggioranza e del governo.

Dal versante della maggioranza, questa ha potuto giocare senza problemi le proprie carte, forte di un pacchetto di 172 voti che hanno tolto forza e velleità alle iniziative pensate dalle opposizioni per limitare i colpi di acceleratore che l'esecutivo è sempre determinato a imprimere al percorso del ddl Boschi a Palazzo Madama.

L'attenzione si sposta dunque alla ripresa dei lavori questa sera alle 19, quando l'assemblea inizierà ad esaminare le proposte di modifica all'art.2 del ddl Boschi, sulla composizione e sull'elettività dei componenti del Senato. Si ripropone un nuovo giro di giostra per i giocatori in campo, Grasso compreso, con 5 o 6 voti segreti (tutti inerenti alla tutela delle minoranze linguistiche) che si dà per certo hanno già attivato le contromisure della maggioranza. Per vedere quali, bisognerà attendere qualche ora. Di certo il capogruppo Pd, Luigi Zanda nel pomeriggio era impegnatissimo ad assicurarsi la presenza dei senatori del suo gruppo, alcuni dei quali forse tentati da partenze anticipate. Mentre in aula i verdiniani hanno esplicitato questa mattina una volta di più la loro posizione di pieno e convinto appoggio alla maggioranza, suscitando le pesanti ironie di alcuni senatori della Lega Nord.

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