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pubblicato il 25/giu/2014 12:00

Renzi in contropiede su Di Maio: "Molto utile suo intervento..."

M5s: Bersani non è premier. Pd: "Infatti serve ballottaggio"

Renzi in contropiede su Di Maio: "Molto utile suo intervento..."

Roma, 25 giu. (askanews) - Toni civili, confronto sul merito, ma comunque ricco di botta e risposta: il confronto tra Pd e M5s sulla legge elettorale, complice lo streaming, è comunuque un "ping-pong", come lo definisce Matteo Renzi, o meglio uno scambio di colpi di fioretto. Le interruzioni sono frequenti, ognuno cerca di cogliere in fallo l'avversario e il premier sfrutta una sortita maliziosa del grillino Luigi Di Maio. Renzi stava spiegando che per il Pd è fondamentale che si dichiarino prima le alleanze: "Non consideratela una polemica, ma non so se tra quelli che hanno votato per voi ci sarebbe stato lo stesso comportamento se aveste detto prima che avreste fatto l'accordo con Farage... Non so magari vi avrebbero votato anche di più, ma non lo sappiamo. Noi abbiamo detto fin dall'inizio che saremmo entrati nel gruppo del Pse..." A questo punto si inserisce il vice-presidente della Camera Di Maio: "Beh, lo scorso anno avevate detto che Bersani avrebbe fatto il presidente del consiglio, e poi..." Immediata la risposta di Renzi: "Eh, ma voi non gliel'avete fatto fare! Ma è molto utile l'intervento di Di Maio: se ci fosse stato l'Italicum ci sarebbe stato un ballottaggio tra Bersani e Berlusconi. Se si vogliono premiare le prime due liste anziché le prime due coalizioni, sarebbero andati Bersani e Grillo al ballottaggio. Ma con il nostro meccanismo si sarebbe garantito che l'uomo scelto dagli elettori avrebbe fatto il presidente del consiglio". M5s, allora, ribatte che meccanismi che spingono allea coalizioni hanno spinto a fare "accozzaglie", Di Maio ricorda che nel 2006 il Pd vinse facendo "un'ammucchiata" e che questo va evitato: "Dobbiamo fare una legge elettorale che permetta la governabilità e allo stesso tempo non crea delle ammucchiate. Il Pd ha provato a vincere alle elezioni del 2006 con Prodi, poi Mastella lo fece cadere. Il centrodestra ha fatto liste 'Forza Roma e 'Forza Lazio' per provare a prendere voti". Di nuovo Renzi: "Certo, se poi c'è Mastella... Ma quello si chiama tradimento".

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