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pubblicato il 26/giu/2015 12:54

Renzi: decisione relocation migranti è grande passo avanti per Ue

Ciò che importa è obbligo redistribuzione di 40mila rifugiati

Renzi: decisione relocation migranti è grande passo avanti per Ue

Bruxelles, 26 giu. (askanews) - Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, arrivando al Consiglio europeo di Bruxelles per la seconda giornata del vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue, il motivo della sua soddisfazione per la decisione presa ieri sulla redistribuzione in altri Stati membri di 40mila rifugiati da Italia e Grecia. Anche se la ripartizione dei rifugiati per ogni singolo paese sarà oggetto di accordi "per consenso", ciò che importa, ha spiegato Renzi, è il fatto che sia rimasto invece obbligatorio il numero di richiedenti asilo che verranno "ricollocati" negli altri paesi, dopo essere arrivati in Italia (24mila) e in Grecia (16mila), perché questo significa che per la prima volta vengono superati gli accordi "assurdi" di Dublino.

Si tratta, ha detto Renzi, "di un passo in avanti" da questo punto di vista "non per l'Italia sola ma per tutta l'Europa. Per la prima volta - ha sottolineato il premier - si mette in discussione il principio assurdo di Dublino, che, mi duole dirlo, è stato sottoscritto a suo tempo anche dall'Italia". È il principio secondo cui il paese di primo approdo dei migranti deve sobbarcarsi tutto l'onere dell'accoglienza e delle procedure d'asilo.

"Noi pensiamo che ci sia molto da fare sul tema dell'immigrazione. Ieri abbiamo fatto un piccolo passo in avanti. Non è decisivo e finale ma, per come si era messa la situazione è passettino in avanti di cui sono molto soddisfatto", ha detto ancora Renzi. Il rischio che è stato scongiurato, ha spiegato il premier rispondendo ai cronisti, è che venisse considerato "su base volontaria" l'impegno a ricollocare 40.000 rifugiati da Italia e Grecia; in questo caso, ha osservato, "sarebbe stato un impegno scritto sulla sabbia". Renzi ha invece minimizzato il fatto che la ripartizione per paese sarà sulla basi di accordi consensuali, e quindi non obbligatoria sulla base di criteri oggettivi, come voleva la Commissione europea: su questo alla fine, ha detto, "gli Stati membri si metteranno d'accordo". Si tratta, insomma, di "un ottimo risultato".

"Ieri l'obiettivo da portare a casa era che l'Unione europea non chiudesse gli occhi di fronte al problema dell'immigrazione e sotto questo profilo il risultato è stato raggiunto", ha insistito il premier. Per la prima volta, dopo che sono stati firmati, ahimé anche dall'Italia, gli accordi di Dublino, per me sbagliati e sciagurati, abbiamo ora un accordo diverso, il che significa che non è soltanto il paese che riceve gli immigrati a doversene far carico", ha concluso Renzi.

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