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pubblicato il 12/nov/2014 21:16

Renzi-Cav: ok Italicum. "Accantonamento" tattico su temi caldi

Fonti bipartisan: su premio lista e soglia via libera in Aula

Renzi-Cav: ok Italicum. "Accantonamento" tattico su temi caldi

Roma, 12 nov. (askanews) - Nei banchi di Forza Italia, per dare un quadro della situazione, si fa ricorso a un termine tipico del linguaggio legislativo parlamentare: accantonamento. Ovvero la tecnica che si usa quando un punto del provvedimento resta controverso ma si decide comunque di andare avanti nell'iter. Perchè il comunicato che segue il vertice "definitivo" tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sulle modifiche all'Italicum, dice due cose semanticamente inconciliabili: 1) il patto del Nazareno è "più vivo che mai" e la legge elettorale sarà approvata dal Senato entro dicembre; 2) ancora non è stato deciso se il premio di governabilità andrà alla lista o alla coalizione e se lo sbarramento minimo sarà mantenuto al 3% come da accordo di maggioranza.

Non proprio due particolari ininfluenti, insomma. E, peraltro, i due punti su cui dentro Forza Italia c'è più discussione.Accordo, invece, sull'innalzamento della soglia per il premio al 40% e l'aumento fino a 100 dei collegi con capilista bloccati e preferenze a seguire. Ma la formula adottata consente a entrambi i contraenti di poter dire di aver portato a casa un successo. Il premier, infatti, può rivendicare (anche di fronte alla Direzione e ai dubbi della minoranza) di aver ottenuto nero su bianco l'accelerazione dei tempi. Il Cav può invece dirsi soddisfatto di essere rimasto in partita ma anche di non aver subito diktat, così come aveva promesso agli azzurri durante la riunione dell'Ufficio di presidenza. Inoltre, la formula "ibrida" scelta alla fine dell'incontro continua a tenere in partita Angelino Alfano che, non a caso, commenta su Twitter con un "bene, molto bene, avanti così".

Ma dietro le parole restano pur sempre i due nodi non secondari rimasti in sospeso: sbarramento e premio alla lista. Da Forza Italia fanno trapelare che su questi punti si "valuterà" in corso d'opera, ovvero durante l'iter parlamentare che a palazzo Madama riprenderà la prossima settimana. Ma sia parlamentari azzurri che in questi giorni si sono occupati molto da vicino del dossier che fonti di governo sono pronti a scommettere che tra Renzi e Berlusconi il punto di caduta sia stato già trovato, solo che non era questo il tempo e il modo giusto per dirlo.

E il punto di caduta sarebbe né più né meno che lo stesso di cui si vociferava già nelle ultime ore: il leader di Forza Italia avrebbe ceduto sul premio alla lista (più inviso ai suoi parlamentari che a lui, per la verità) ma intanto ha già ottenuto l'aumento a 100 dei collegi e dunque dei capilista 'nominati' dalle segreterie dei partiti. E in un secondo tempo, dovrebbe ottenere un innalzamento dello sbarramento al 4 (o 4,5%). La pax interna siglata ieri con Fitto, d'altra parte, dovrebbe consentire a Berlusconi di gestire in maniera problematica questo approdo. Il resto lo fa l'orizzonte della legislatura, ancora una volta ribadito nero su bianco nel comunicato congiunto di Fi e Pd, che viene confermato al 2018. L'ansia da perdita del seggio, insomma, è dilazionata.

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