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pubblicato il 20/feb/2016 12:38

Renzi: buon compromesso con Londra, ora riflettere sul futuro Ue

Se non ripartiamo perdiamo sogno originale. Su immigrati resta molto da fare

Renzi: buon compromesso con Londra, ora riflettere sul futuro Ue

Bruxelles, 20 feb. (askanews) - L'accordo sullo statuto particolare del Regno Unito nell'Unione Europea, concluso ieri sera dai capi di Stato e di governo dei Ventotto, è "un buon compromesso", su cui ora dovranno pronunciarsi per referendum i cittadini britannici, ma "nei prossimi mesi sarà necessaria una riflessione sull'Europa". Lo ha affermato da Bruxelles, lasciando il vertice Ue, il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Dopo aver ricordato che "ora la parola spetta ai cittadini britannici", Renzi ha sottolineato che la campagna referendaria sarà l'occasione di discutere del futuro e delle ragioni dell'Europa, e questo "non solo nel Regno Unito", perché, ha avvertito, "il rischio è quello di perdere il sogno originale dell'Europa". "Se non ripartiamo con un'Europa innovativa, affascinante, dinamica, comunque perdiamo la sfida con la storia", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

E se da alcuni "cultori del diritto europeo" l'accordo sul Regno Unito viene paventato come "un precedente" che potrebbe indebolire l'Ue, per Renzi le valutazioni positive del compromesso primeggiano sulle possibili conseguenze negative. Insomma, "il bicchiere è più mezzo pieno, anzi pieno a tre quarti", che mezzo vuoto, perché, ha concluso il premier, "è meglio un Regno Unito che fa chiarezza rispetto alla continuazione di un atteggiamento ondivago nei confronti dell'Europa".

Quanto all'immigrazione e alla crisi dei rifugiati, Renzi ha riferito: "C'è una maggiore attenzione da parte dell'Europa: mi sembra un fatto positivo. Nel merito c'e ancora molto da fare, ma rispetto a un anno fa, quando sembravamo pazzi a chiedere l'impegno europeo, è cambiato tutto". Il nuovo atteggiamento di assunzione di responsabilità da parte europea, tuttavia, "ancora non è sufficiente e ci sarà molto da lavorare. "Penso che l'Europa debba fare di più da tutti i punti di vista: le stesse regole sul diritto di asilo, i rimpatri, dare accoglienza, lottare contro gli schiavisti moderni che sono gli scafisti: molto c'è da fare, anche se penso che qualcosa si sia mosso", ha osservato ancora Renzi.

Il presidente del Consiglio ha poi riferito che i capi di Stato e di governo dell'Ue torneranno probabilmente a discutere della decisione di Vienna di chiudere le frontiere dell'Austria, con gli immaginabili problemi che questo potrà provocare al Brennero e a Tarvisio, al prossimo vertice straordinario con la Turchia sull'immigrazione, che dovrebbe essere convocato il 6 marzo prossimo.

Renzi, infine, ha chiarito che nella discussione sulla crisi migratoria, e sui ritardi nell'attuazione delle "relocation" (il piano di redistribuzione negli altri Stati membri di 160.000 rifugiati arrivati in Italia e Grecia) "non ci sono tensioni, non ci sono ricatti, non ci sono minacce" nei riguardi dei Paesi dell'Est Europa che sono più restii a fare la loro parte. Secondo quanto è trapelato, durante il vertice il premier italiano avrebbe avvertito che l'Italia e gli altri "contributori netti" al bilancio comunitario potrebbero chiudere il rubinetto dei fondi strutturali Ue, di cui proprio i paesi dell'Est usufruiscono in pieno, a partire dalla revisione del quadro di bilancio pluriennale dell'Unione per il periodo successivo al 2020. In risposta a questo, il governo polacco ha inviato il premier italiano a non fare ricatti.

"Dico solo - ha spiegato Renzi - che la solidarietà non può essere mono direzionale, è 'double face', e se si è solidali nel prendere i fondi europei lo si deve essere anche nel dare assistenza ai migranti".

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