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pubblicato il 25/feb/2014 12:00

Renzi alle 10 alla Camera dopo la fiducia in Senato

"Napolitano si rispetta facendo le riforme". I maldipancia del Pd

Renzi alle 10 alla Camera dopo la fiducia in Senato

Roma, 25 feb. (askanews) - Matteo Renzi sarà oggi dalle 10 alla Camera dei Deputati per completare il percorso della fiducia per il suo governo. L'ultimo affondo, ieri notte, l'ex sindaco di Firenze lo ha riservato alla replica in Senato, quando ha risposto a chi gli rimproverava di non aver citato fin lì il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "L'unico modo per rispettare Napolitano è fare le riforme cui Napolitano ha legato il suo secondo mandato". E il presidente del Consiglio manda anche un messaggio a chi lo ha accusato di aver tenuto un discorso da 'sindaco' più che da 'statista', di aver parlato troppo a braccio, di essere stato poco istituzionale: "Questo è un governo che non userà mai doppi registri. Parliamo qui come parliamo fuori di qui. Siete sicuri di non avere il Truman Show nella testa?". La fiducia al Senato è arriva con scarso entusiasmo e soli 169 voti a favore (139 i contrari) fra mal di pancia dello stesso Pd. Lui, con piglio pragmatico, ha twittato: "Ok il Senato, adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare sul serio. Domani scuole, lavoratori, imprenditori, sindaci a Treviso. #lavoltabuona". Alla Camera, a votare per lui, ci sarà anche l'esautorato Enrico Letta. Ma le critiche al suo discorso sono di sostanza e non solo di forma, soprattutto per la vaghezza con cui ha delineato le coperture economiche per progetti che, a un primo calcolo, potrebbero costare 100 miliardi di euro. Al Senato Renzi ha promesso un "cambio radicale" delle politiche economiche, dettando i tempi anche delle altre riforme: legge elettorale, giustizia, fisco, lavoro e Pubblica amministrazione. Il piano del neopremier prevede lo sblocco totale dei debiti della pubblica amministrazione, tagli "a due cifre" del cuneo fiscale (non si capisce se in termini assoluti o percentuali), una riforma del fisco e poi la costituzione di "un fondo di garanzia anche attraverso un rinnovato utilizzo della Cassa depositi e prestiti, per l'unica reale, importante, fondamentale questione che abbiamo sul tappeto: le Pmi che non riescono ad accedere al credito". Renzi ha promesso una "riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale attraverso misure serie, irreversibili, legate non solo alla revisione della spesa, che porterà nel corso del primo semestre 2014 a vedere risultati immediati e concreti". E un "cambio radicale delle politiche economiche che passa da alcuni provvedimenti concreti che abbiamo discusso con Padoan e approfondiremo nelle prossime settimane". La legge elettorale e le riforme della Costituzione sono legate da "un nesso", sono parte di una stessa operazione di ammodernamento dello Stato, ma non si può sprecare l'occasione del contingentamento dei tempi che la Camera ha imposto sull'Italicum. "Entro marzo - poi - la riforma del Senato parta dal Senato e la riforma del Titolo V parta dalla Camera". Inoltre dopo "vent'anni di scontro ideologico, credo sia arrivato il momento di mettere, nel mese di giugno, all'attenzione di questo Parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente". E ancora: "E' necessario cambiare i "connotati" al fisco italiano per ribaltare il rapporto con i contribuenti, ha spiegato promettendo di intervenire nell'ottica della semplificazione. Fra le proposte, il premier ha parlato di "riuscire a inviare a tutti i dipendenti pubblici e ai pensionati direttamente a casa, magari attraverso uno strumento di tecnologia, la dichiarazione dei redditi pre-compilata" (cosa che peraltro avviene normalmente nel resto d'Europa). "Prima delle elezioni europee - ha annunciato Renzi - vogliamo a tutti i costi intervenire sul fisco attraverso l'utilizzo della delega fiscale" all'esame del Parlamento. Anche la pubblica amministrazione va "rivoluzionata", ogni spesa pubblica deve essere verificabile online: "Serve il coraggio di far emergere in modo netto, chiaro, evidente, che ogni centesimo speso dalla P.a. debba essere visibile online da parte di tutti. Questo significa un meccanismo di rivoluzione nel rapporto tra cittadino e P.a., per cui il cittadino può verificare giorno dopo giorno".

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