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pubblicato il 24/ott/2014 14:02

Renzi al vertice Ue: ecco le nostre riforme, basta con lo 0,1%

"Italia sta facendo suo lavoro, ma si sottovaluta crisi Europa

Renzi al vertice Ue: ecco le nostre riforme, basta con lo 0,1%

Bruxelles, 24 ott. (askanews) - L'Italia è consapevole dei propri problemi e del ritardo accumulato nell'attuazione delle riforme, che adesso sta accelerando, ma nel resto dell'Ue si sottovaluta la portata europea della crisi e della mancata ripresa, minata dall'austerità praticata nell'Eurozona, mentre gli Usa e il resto del mondo stanno crescendo per aver fatto gli investimenti. E', in sintesi, quanto ha detto il premier Matteo Renzi agli altri capi di Stato e di governo dell'Ue, durante la discussione sulla situazione economica in corso al Consiglio europeo di Bruxelles.

Lo riferiscono fonti europee, secondo cui nel suo intervento il premier ha esordito citando tutte le riforme in corso in Italia: la riforma del mercato del lavoro che ha già passato l'esame di una delle camere, la riforma della Pubblica Amministrazione che, ha detto, sta andando nella giusta direzione, le riforme della Giustizia, quella fiscale.

Renzi ha riconosciuto la responsabilità dell'Italia nel ritardo accumulato in passato, che deve essere recuperato. Ma ha anche affermato di non essere preoccupato solo per l'Italia, e di avere l'impressione che vi sia una sottovalutazione della gravità della crisi in Europa. L'Italia, consapevole della sua situazione difficile, farà il suo lavoro, ma l'Ue nel suo insieme dovrebbe capire che il resto del mondo sta crescendo. Gli Usa hanno praticato una politica di investimenti che, ha osservato, in Europa può non piacere, ma che ha impresso una svolta alla loro economia. E poi, ha ricordato, i paesi Ue non membri dell'euro hanno in ledia tassi di crescita più alti rispetto agli altri.

Il premier ha poi ricordato di dover affrontare le proteste di milioni di persone contro le riforme che sta perseguendo, e proteste anche all'interno del proprio partito. E ha insistito che bisogna ripensare l'approccio e la politica dell'Ue, e non preoccuparsi del parametro dello 0,1%, ma di quali siano le 'circostanze eccezionali' che stiamo affrontando e di quali siano le riforme strutturali da attuare. La crisi, ha concluso, è più profonda di quanto si ritenga e le politiche d'austerità stanno minando la ripresa economica.

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