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pubblicato il 30/nov/2015 20:33

Renzi a Cop21: sul clima è ora di agire, serve accordo vincolante

"L'Italia fa la sua parte e non si tira indietro"

Renzi a Cop21: sul clima è ora di agire, serve accordo vincolante

Roma, 30 nov. (askanews) - Contro i cambiamenti climatici "è giunta l'ora di agire", e alla conferenza mondiale di Parigi bisogna sforzarsi di trovare "un accordo alto" e soprattutto "il più vincolante possibile", per evitare che dopo "il fallimento" di Copenaghen anche l'accordo del Cop21 sia "scritto sulla sabbia". Un obiettivo "difficile", la strada "sarà lunga", ma "fondamentale". Matteo Renzi sprona gli oltre 150 leader riuniti nella capitale francese a fare un passo decisivo nelle politiche per il clima, a trasformare "questa sfida nella più bella dele opportunità". Perchè se è vero che bisogna "evitare gli allarmismi", è altrettanto vero che "siamo giunti a un bivio", in cui c'è in ballo "la scena in cui vivranno i nostri figli", semplicemente "il futuro del pianeta".

E lo fa rivendicando quanto fatto dall'Italia: emissioni ridotte del 23% negli ultimi vent'anni, leadership in molti settori delle rinnovabili, 4 miliardi di dollari di investimenti previsti nei prossimi 5 anni, due player mondiali come Eni ed Enel che "hanno cambiato pelle" e sono diventati "protagonisti del rinnovamento in Africa e in Sudamerica". Ovvero in alcune di quelle aree del mondo (mancano Cina e India) senza le quali l'occidente può poco: "La Ue vale il 10% delle emissioni globali", e dunque "serve un investimento di tutto il mondo" e "in particolare dei Paesi in via di sviluppo".

Un invito che Renzi può fare partendo dalla convinzione che anche un accordo severo non avrà ripercussioni sulla crescita italiana, anzi: "L'Italia ha già preso i propri impegni, e già sta andando nella giusta direzione. Già stiamo facendo quegli sforzi che fanno dell'Italia un leader in questo settore e non abbiamo nulla da temere: confermo che il Pil andrà a crescere e non a rallentare". Del resto, se prima erano "i biologi" a lanciare gli allarmi, "oggi sono gli economisti a dirci" che bisogna intervenire.

Insomma, "l'Italia sta facendo la sua parte" e "non si tira indietro" rispetto a passi ulteriori. Il problema, ribadisce il premier, "è che non tutti a livello mondiale stanno facendo questi sforzi" e dunque "dobbiamo forzare in questa direzione". Un ruolo, quello dell'Italia, che per Renzi deve far cambiare l'atteggiamento anche a livello interno: "Dobbiamo uscire dalla retorica per cui l'Italia non fa abbastanza" sull'ambiente. E anzi "gli italiani devono essere orgogliosi e fieri del lavoro che stanno facendo aziende, imprenditori, politici e associazioni italiane".

Ora tocca agli altri leader, dice Renzi, perchè "il mondo di oggi e il mondo di domani stanno guardando a Parigi", al lavoro che nei prossimi giorni dovranno fare i tecnici per trovare un "buon equilibio" e un "buon risultato". Ai capi di Stato e di governo Renzi ricorda che "abbiamo una grande responsabilità, siamo chiamati a disegnare il futuro del mondo. Come politici siamo chiamati a realizzare un capolavoro, ma potremo solo imitare la cosa più bella, la natura, che va difesa e va difesa da noi stessi".

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