mercoledì 18 gennaio | 15:43
pubblicato il 23/ago/2014 14:29

Renzi: ''Togliere Paese a soliti noti, serve aria nuova''

(ASCA) - Roma, 23 ago 2014 - Occorre ''passare dalla logica del piagnisteo a quella della proposta. E toglierebbe il paese dalle mani dei soliti noti, quelli che vanno in tutti i salotti buoni a concludere gli affari di un capitalismo di relazione ormai trito e ritrito''. E' quanto dichiara il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una lunga intervista al settimanale 'Tempi'. ''Questa - aggiunge il capo del governo - e' la rivoluzione culturale che serve all'Italia: spalancare le finestre e fare entrare aria nuova''. Renzi torna poi sul bonus fiscale. ''Vedo che ancora c'e' chi ritiene che gli 80 euro mensili e per sempre a 11 milioni di persone non siano utili. Cosi' come chi dice che tagliare l'Irap del 10 per cento alle imprese e' troppo poco. Il solito vizio italiano'', prosegue Renzi, convinto che ''certo, si puo' sempre fare di piu', ma noi siamo i primi ad aver fatto il piu' imponente taglio strutturale delle tasse e la piu' grande operazione di redistribuzione della ricchezza da decenni e che sara' confermata anche nei prossimi anni. E spero allargata''. ''Noi manteniamo l'obiettivo del 3 per cento'' nel rapporto deficit-Pil, ribadisce inoltre Renzi, ''e cio' accadra' anche se altri fossero costretti ad allontanarvisi. Tutto il resto mi pare forzato e prematuro''. ''Io vedo l'Italia che ci sara' tra dieci anni e sono certo che torneremo ad essere la guida in Europa'', continua il presidente del Consiglio, che a proposito del rapporto con l'Europa, gli ''scappa da ridere'' quando sente parlare di ''aiuto esterno''. ''L'Italia - afferma - da' all'Europa piu' soldi di quelli che l'Europa da' all'Italia. E nel Fondo Salvastati noi abbiamo messo soldi che altri hanno preso. Solo l'atavica volonta' di parte della classe dirigente italiana impedisce di prendere atto di una realta': noi stiamo aiutando l'Europa, non e' l'Europa che aiuta noi''. Al tempo stesso, Renzi e' certo che ''se abbiamo accumulato un debito pubblico enorme che fa da zavorra alla nostra capacita' di sviluppo, non e' colpa dell'Europa. Se non spendiamo o spendiamo male i fondi europei, non e' colpa dell'Europa. Se da noi un processo civile dura decenni, non e' colpa dell'Europa''. ''Sappiamo bene - prosegue - che il fiscal compact e' un accordo impegnativo, cosi' come l'equilibrio di bilancio e' un esercizio faticoso. Ma sappiamo anche che e' venuto il momento di essere seri e di capire che non possiamo scaricare sui nostri figli gli effetti di politiche dissennate come accaduto in passato''. ''Sono molto soddisfatto che prima della pausa estiva siamo riusciti ad approvare il nuovo Senato'', sottolinea il capo del governo, in merito anche all'importanza del decreto sulla Pubblica amministrazione, ''l'inizio di un cambio di prospettiva per un Stato che stia accanto e non contro i cittadini''. Secondo Renzi i ''Millegiorni'' sono ''la traduzione concreta'' di un ''progetto per l'Italia''. ''Sono i tre anni - spiega - di cui l'Italia ha bisogno per una strategia globale che la renda tanto semplice quanto solida''. I prossimi obiettivi, si legge nella sintesi dell'intervista anticipata dal settimanale 'Tempi', sono riforme costituzionali e legge elettorale; riportare l'Italia sullo scenario internazionale; la nuova Pubblica amministrazione; spending review. E poi riforma del lavoro, del fisco, del Terzo settore, della giustizia e lo ''Sblocca Italia'', ''un provvedimento - puntulizza Renzi - ambizioso per mobilitare 43 miliardi di risorse gia' disponibili e che si occupera' anche di efficienza energetica, reti digitali e semplificazioni burocratiche''. ''Tutt'altro che una serie di annunci spot''. ''Del resto - conclude - in questa estate l'Italia vince nella maratona, nel fondo a nuoto: ci vuole lo spirito del maratoneta. Chiarezza sull'obiettivo finale e passo dopo passo si va avanti a viso aperto''. E ''alla fine di questo percorso sono certo che l'Italia, grazie alle straordinarie qualita' dei suoi cittadini, tornera' ad essere la guida, non il problema, dell'Europa''. red/int/rob

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